Il ritiro di Pogacar? Un evento rarissimo. Tre anni fa l’ultimo, questo è il primo in una corsa a tappe

Pogacar
Tadej Pogacar in maglia rossa alla Vuelta 2026 (credit: Unipublic/Cxcling/Antonio Baixauli).
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Un presagio si era già manifestato sotto forma di sesta tappa della Vuelta, quando Tadej Pogacar ha rischiato seriamente di cadere in curva mentre era all’inseguimento di Enric Mas, col corridore spagnolo che gli fece anche segno di rallentare perché stava andando spedito come una scheggia. Poi tutto si è concretizzato ieri pomeriggio all’ottava tappa, quando Pogacar è caduto ed è stato costretto al ritiro.

Sono poche le volte in cui capita di vedere Pogacar abbandonare una corsa. L’ultima volta pensate che è successo alla Liegi-Bastogne-Liegi nel 2023, quasi 3 anni e mezzo fa. Il colpo di scena clamoroso arrivò dopo circa 85 chilometri, con lo sloveno che cadde insieme a Mikkel Honorè. Quella caduta costò a Pogacar la possibilità di completare il trittico delle Ardenne, dopo aver vinto l’Amstel e la Freccia Vallone.

In totale, l’alieno si è ritirato 11 volte in carriera, ma non è mai successo prima di ieri pomeriggio che si ritirasse da una corsa a tappe. Questo vale non solo per i grandi giri, ma anche in generale per tutte le corse a tappe a cui ha scelto di partecipare. Quello di Pogacar al suo ritorno alla Vuelta dopo sette anni è infatti il primo ritiro in un grande giro.

Pogacar aveva vinto tutte le corse a tappe disputate negli ultimi tre anni (dopo la sconfitta contro Vingegaard al Tour del 2023), e per la prima volta in assoluto non concluderà un grande giro sul podio. Il che testimonia quanto sia fuori dall’ordinario quello che è successo ieri e come cambierà la Vuelta in queste ultime 13 tappe.

Per quanto raro possa essere una sua caduta, quella della Vuelta non è un caso completamente isolato. Pogi è caduto alle Strade Bianche nel 2025 ma si è rialzato e ha vinto lo stesso. È caduto alla Parigi-Roubaix sempre l’anno scorso ed è arrivato secondo, e sempre l’anno scorso è finito a terra anche al Tour e lo ha dominato. In questo 2026, invece, è caduto alla Milano-Sanremo e l’ha vinta comunque. Questa volta il lieto fine non c’è stato: sicuramente, però, Tadej si rialzerà anche questa volta per tornare più forte di prima e tornare a vincere da fenomeno come ha già dimostrato di saper fare.