Tour de France, van der Poel: «Sogno questa vittoria da un anno. La doppietta con Philipsen? Non molliamo mai»

Lo sprint di van der Poel a Parigi per non farsi riprendere dai velocisti
Tempo di lettura: < 1 minuto

L’ultima frazione del Tour de France tra le vie parigine e la Butte de Montmartre sa sempre regalare uno spettacolo che è difficile trovare altrove. Quest’anno il fenomeno è stato Mathieu van der Poel, che ha attaccato sull’ultima salita, è rimasto solo con Tadej Pogacar e poi solo del tutto ha spinto come mai prima per non farsi riprendere dai velocisti.

«C’è un detto in olandese che dice: “Bisogna pescare le energie anche dalle dita dei piedi”. Ed è quello che ho fatto», ha raccontato van der Poel nell’intervista flash.

«L’anno scorso ero ammalato e avevo dovuto guardare quest’ultima tappa di Parigi da casa. È da allora che ci penso e che la voglio. Ho dovuto aspettare e aspettare, era un sogno per me».

Infine un incredulo van der Poel ha raccontato la vittoria, resa ancora più dolce dalla doppietta completata dal compagno Jasper Philipsen che ha tagliato il traguardo per secondo.

«È stata una battaglia monumentale, è stata durissima essere lì con i corridori più forti al mondo. Ho un rispetto enorme per Tadej. Pensavo che ci avrebbero ripreso, ma ho messo la testa giù negli ultimi 500 metri e mi sono detto che non l’avrei alzata finché non avrei visto una ruota passarmi. Sono andato più forte che potevo. Solo alla fine ho visto che c’era una bici, quella di Philipsen: qualche giornata è andata storta ma questo dimostra che non molliamo mai. Vincere a Parigi è qualcosa che rende lo sforzo dolce. Se c’è una corsa che volevo conquistare in carriera è questa».