Le scene viste sull’Alpe d’Huez durante la 19ª tappa del Tour de France hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza degli spettatori dopo che Einer Rubio è stato costretto al ritiro a seguito di una brutta caduta dietro l’ammiraglia del team UAE Team Emirates – XRG. Gli organizzatori del Tour insistono di aver comunque già adottato diverse misure e che il comportamento dei tifosi sia la sfida più grande.
Il direttore di percorso del Tour, Thierry Gouvenou, ha però respinto le accuse secondo cui gli organizzatori non avrebbero protetto adeguatamente i corridori, come riporta Cyclinguptodate: «L’incidente si sarebbe potuto evitare? Forse ogni incidente si può evitare una volta che accade, ma è chiaro che le auto di oggi hanno sensori ovunque» – ha dichiarato a Sporza – «L’auto ha rilevato uno spettatore caduto davanti a sé, ha frenato bruscamente e ha spento il motore. Se avessimo usato auto di vent’anni fa, l’incidente non sarebbe accaduto».
Alla domanda se delle barriere continue lungo tutta la salita potrebbero risolvere il problema, Gouvenou è parso scettico. «Si potrebbero anche vietare gli spettatori. Possiamo erigere delle recinzioni, ma i tifosi resteranno dietro di esse? Ricordo l’ultima volta nei Paesi Baschi, quando installammo delle barriere sull’ultima salita e i tifosi le scavalcarono senza problemi. Prima di tutto, deve partire dalla mentalità dei tifosi. La soluzione è far capire agli spettatori che devono rispettare i corridori. Le sole misure restrittive non basteranno».










