Tour de France, è l’ora dell’Alpe d’Huez: nel 1986 il passaggio di consegne tra Hinault e LeMond

Bernard Hinault e Greg LeMond sull'Alpe d'Huez durante il Tour de France 1986

«Quando scali l'Alpe d'Huez non senti solo la fatica. Senti la storia». Greg LeMond lo disse dopo esserci entrato in quella storia, vincendo su questa montagna nel 1986. Una storia che non la si può solo sentire, ma a tratti quasi toccare. Perché ognuno dei ventuno tornanti dell'ascesa che si eleva nell’Isère è dedicato a chi l'ha resa grande. Dalla ventunesima curva intitolata a Fausto Coppi, che la battezzò nel 1952, alla prima, cioè quella in vetta perché numerate al contrario, dedicata a Pierre Rolland, che vinse qui a sorpresa nel 2011. Ogni angolo richiama imprese e immagini rimaste nella memoria del ciclismo. E pensare che inizialmente l'idea del patron Jacques Goddet fu bocciata. Questa salita fece molta fatica a conquistare il pubblico. Dopo le prime presenze a metà Novecento, ricomparve sulle strade del Tour de France solo nel 1976. Da quel momento divenne un santuario per corridori e appassionati. Oggi è la trentaduesima volta che la Grande Boucle ospita il traguardo di una tappa ai 1.850 metri dell'Alpe d'Huez. L'ultima nel 2022, quando...

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