Il tema dei controlli antidoping al Tour de France è più forte che mai. Si sono espressi corridori, tecnici, il sindacato dei ciclisti e ora anche l’UCI.
«A seguito delle numerose reazioni emerse negli ultimi giorni (…) l’Unione Ciclistica Internazionale desidera rispondere e ribadire che la lotta al doping è una priorità assoluta», comincia così il comunicato stampa rilasciato dall’UCI.
«L’UCI riconosce, naturalmente, che i controlli notturni possono compromettere il riposo e il recupero dei corridori e desidera ribadire che l’esecuzione di tali controlli al di fuori del normale orario di lavoro rimane una misura eccezionale, riservata a circostanze limitate e giustificate. Pur essendo pienamente consapevole dell’onere che tale misura comporta per i corridori, l’UCI sottolinea tuttavia che questi controlli perseguono un interesse primario: la lotta al doping.
«L’UCI ritiene essenziale che tutte le parti interessate si uniscano e sostengano il programma antidoping in vigore nel ciclismo, che è ormai riconosciuto dalle autorità sportive competenti come un punto di riferimento in questo campo.
«L’esigenza di indipendenza, rigore ed efficacia nel suo programma antidoping ha un costo per il ciclismo, un costo sostenuto collettivamente da tutti i soggetti coinvolti: ogni anno, oltre 10 milioni di euro vengono investiti nella raccolta, analisi e rianalisi dei campioni, nonché nella raccolta di informazioni, in tutti gli eventi che rientrano nella sfera di competenza regolamentare dell’UCI, incluso il Tour de France. Questo investimento riflette la determinazione dell’UCI a proteggere i corridori che rispettano le regole e a perseguire senza sosta il rafforzamento del proprio arsenale contro coloro che barano.
L’UCI continuerà a sostenere l’ITA nello svolgimento della sua missione, nel pieno e completo rispetto della sua indipendenza, al servizio di un ciclismo più pulito e credibile».










