Le prime parole di Tadej Pogacar nell’intervista rilasciata al termine della tappa del Plateau del Solaison sono, ovviamente, su Jonas Vingegaard.
«È molto molto triste sentire che Jonas debba andare a casa. Lottiamo dal 2021 per la vittoria della maglia gialla, e magari all’inizio non avevamo la relazione più bella di sempre ma negli ultimi due anni siamo diventati in qualche modo amici. Il Tour non sarà lo stesso di prima senza Vingegaard».
I controlli antidoping che hanno ricevuto lui e Vingegaard durante la notte (Tadej alle 5, Jonas alle 2) hanno fatto discutere, e Pogacar riporta il tema all’attenzione proprio in relazione all’incidente del danese. «Oggi ha avuto un controllo antidoping alle 2 di notte.. Non voglio dare la colpa a questo, ma magari ha inciso perché quando il tuo sonno è rovinato poi sei meno concentrato durante la corsa».
Riguardo alla corsa, invece, Pogacar ha detto: «Durante le prime due ore di corsa la fuga non si è formata e questo ci ha aiutato. Penso che la Visma avesse deciso di puntare alla vittoria di tappa, ma per noi era una situazione ottimale perché avevamo Yates in fuga. Sulla salita abbiamo trovato Quinn Simmons, chapeau a lui che è stato supersonico».
Infine Tadej ha spiegato la tattica tra lui e Del Toro. «Alla fine volevamo andare per la vittoria con Isaac perché è un po’ la sua salita (ha vinto lì al Delfinato, ndr), ma aveva un po’ di dolori causati dalla caduta. Chapeau anche a Remco Evenepoel. Il Solaison è una salita da oltre 30 minuti e io ho fatto tra i miei migliori numeri: ogni tanto Evenepoel ha bisogno di una spinta morale ed è stato fortissimo. Ora posso dire che sarà una bella spina nel fianco nella prossima settimana».










