Tour de France, perché le fughe non vengono più lasciate andare?

Tour de France
Campenaerts, Artz e Pedersen in fuga nella tappa del Tourmalet (credit: ASO/Thomas Maheux).

Nelle prime tappe del Tour de France dedicate ai velocisti quest'anno si è visto uno schema ricorrente: fughe composte da uno o pochi corridori, vantaggi sempre contenuti e inseguimenti calibrati al secondo. Salvo rare eccezioni, il gruppo non concede più i margini che in passato potevano arrivare a 10 o addirittura 15 minuti. La spiegazione non è soltanto tattica. Alla base c'è una profonda evoluzione della capacità di gestire lo sforzo e prevedere la prestazione…

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