Tour de France, Alcalà si gode del Toro: «Isaac orgoglio del Messico che vuole volare»

Raúl Alcalá insieme ai moltissimi tifosi messicani accorsi a sostenere Isaac del Toro sull'ascesa del Montjuïc
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Tra i tanti ex corridori ospiti d’eccezione per la grande partenza del Tour da Barcellona c’è anche lui, Raul Alcalà, il primo messicano nella storia della Boucle a cogliere un successo di tappa. Raul, stesso sorriso e stessa disponibilità di un tempo, si è goduto l’arrivo della seconda frazione, quella vinta dal suo connazionale e ora, a pochi minuti dal via della terza tappa, sembra ancora non crederci. Del Toro, con il decisivo e generoso aiuto di capitan Pogacar, ha riportato il Messico sul gradino più alto della corsa francese facendo esplodere di gioia un intero popolo che, grazie al giovane “Torito”, sembra aver di colpo ritrovato un nuovo idolo da acclamare.


«Sì, quello che ha fatto del Toro ieri è stato fantastico e non importa se deve il successo a Pogacar che alla fine lo ha fatto vincere. Isaac era lì, è stato superbo a tenere alto il ritmo e ha vinto con pieno merito una tappa che per il nostro popolo è già leggenda».

Raul Come vedi il prosieguo del Tour? Dove potrà arrivare secondo te il campione messicano?

«Spero lontano, il più lontano possibile anche se, ovviamente, Pogacar è il più forte di tutti e Isaac dovrà lavorare per lui. Comunque non si sa mai, il Tour è appena partito e in ogni momento può succedere di tutto».

Pensi che il podio possa essere un obiettivo possibile per Isaac?

«Penso di sì ma dipenderà molto dalla corsa che hanno in testa gli UAE e da come si metteranno le cose nell’arco dell’intera sfida. Se per Tadej dovesse venire fuori un Tour meno complicato, beh allora del Toro potrebbe guadagnarci ipotizzando una corsa di vertice. Se invece dovesse venir fuori un Tour difficile, beh allora le cose per lui cambierebbero radicalmente…».

Qual è la tua speranza?

Che Isaac possa vivere alla giornata, togliersi altre soddisfazioni come quella di ieri e regalare ai nostri tifosi altre bellissime gioie.

Ieri all’arrivo c’erano più tifosi messicani che spagnoli…

«Sì, erano davvero tanti e nella festa finale hanno messo in mezzo anche a me riempiendomi di sorrisi e di abbracci. E’ stato bello e molto emozionante».

Se fossi in Isaac firmeresti per un posto sul podio di Parigi oppure per il successo della maglia bianca di miglior giovane?

«Beh, firmerei per entrambe le cose. Si può?».