La tensione tra Remco Evenepoel e la Federazione belga è solo l'ultimo atto del recente rapporto difficile tra i grandi corridori e i campionati nazionali. Le prove, a cronometro e in linea, che assegnano il titolo di miglior rappresentante della propria nazione, sembrano aver perso valore. Un calo dell'interesse a vestire una maglia simbolica che fa diventare, per una stagione, un corridore la bandiera del proprio Paese, in tutti i sensi vista la presenza degli stessi colori sulla divisa. Una corsa storica che si svolge per tutte le nazioni nell'ultima settimana di giugno, ad eccezione di quelle dell'emisfero australe, in cui è collocata tra gennaio e febbraio per via delle ideali condizioni climatiche. Ed è forse proprio la posizione nel calendario che negli ultimi anni ha fatto allontanare i campioni. Se in passato sono stati considerati a lungo un trampolino di lancio quasi obbligatorio prima di darsi battaglia al Tour de France, oggi la storia è cambiata. A una settimana dal via della corsa a tappe più importante della stagione, la scelta di chi vorrà correrla da protagonista, è di preservarsi. L'avvicinamento al Tour dei campioni prevede sempre meno la partecipazione alle gare, bensì una maggiore attenzione all'allenamento concretizzata in lunghi ritiri in altura. È proprio il caso di Evenepoel, che ha...
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