Fran Contador: «Con la Polti vogliamo crescere e arrivare in futuro al World Tour»

Crescioli
Il miglior risultato di tappa di Crescioli al Giro d'Italia è stato il settimo posto di Chiavari (credit: Luca Bettini/SprintCyclingAgency©2026).
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Fran Contador, general manager del team Polti VisitMalta, ha tracciato un bilancio positivo della stagione della sua squadra e aperto alla possibilità di un futuro salto nella categoria World Tour. In un’intervista a MARCA, il fratello di Alberto ha analizzato non solo le ambizioni della formazione italiana, ma anche alcuni dei temi caldi del ciclismo moderno.

A poche settimane dalla conclusione della corsa rosa, Contador si dice soddisfatto: «Una volta superato il Giro, il nostro grande obiettivo dell’anno, il bilancio è estremamente positivo. Abbiamo disputato una corsa molto solida dalla partenza in Bulgaria fino all’arrivo a Roma, conquistando due secondi posti. Ritengo che sia stato il nostro Giro più completo fino a oggi».

Il passo successivo, spiega, è la crescita: «L’obiettivo è crescere. Siamo ormai da sei anni nella categoria Professional. Ci sentiamo a nostro agio e sicuri per compiere un ulteriore passo avanti. L’idea è continuare a crescere e, perché no, arrivare in futuro al World Tour».

Sul tema dei punti UCI, Contador è chiaro: «La programmazione a inizio anno è orientata a chiudere tra le prime 30 squadre. Per un team, non essere presente in certe corse può fare la differenza. Dobbiamo essere al via di Giro, Lombardia o Sanremo, e per riuscirci è fondamentale restare nella Top 30».

Quanto agli sponsor, la sfida è complessa: «Le cifre continuano a crescere. Si parla di budget nel WorldTour superiori ai 35 o 40 milioni di euro per alcune squadre. Non è semplice ottenere questo denaro. Il lato positivo è che il ciclismo è uno degli sport più redditizi in termini di ritorno sull’investimento».

Il general manager della Polti individua nelle regole degli inviti uno dei nodi da sciogliere: «La questione dei punti è complicata, così come quella degli inviti alle corse. Credo si dovrebbero trovare formule che permettano a tutte le squadre di avere opportunità e non dipendere così tanto dalla possibilità di ricevere un invito a un Grande Giro».

E sul ciclismo che cambia, la sua visione è pragmatica: «Il ciclismo è di moda, c’è moltissimo spettacolo in corsa. È molto difficile restare a un certo livello, per questo bisogna sempre reinventarsi e continuare a guardare avanti».