Il ritiro di Jhonatan Narvaez, avvenuto ieri pochi chilometri la partenza del tappone dolomitico, è stato all’apparenza improvviso, e ha privato la corsa di uno dei più grandi protagonisti di queste tre settimane. Manuele Mori, diesse della UAE Team Emirates-XRG, ci ha spiegato cos’è successo.
«Giovedì dopo la tappa di Pieve di Soligo – racconta Mori – Jhonatan era un po’ distratto e guardava il computerino mentre rientrava ai bus. Un bus davanti a lui ha frenato, lui non se n’è accorto e c’è stato l’impatto. Lì per lì non sembrava niente di grave in realtà, solo qualche contrattura a collo e schiena, quelle classiche da botta».
Ieri mattina, invece?
«Ieri ha sofferto fin dalla partenza, credo anche per il caldo e lo sforzo, e ha cominciato a buttare sangue dal naso. Ha avuto dei giramenti di testa, probabilmente anche un po’ di paura, e allora anche con i medici di gara abbiamo deciso di fermarlo».
Fino alla partenza sembrava tutto a posto quindi?
«Sì, tranne appunto qualche contrattura, il classico colpo di frusta. Ma in gara è stato male e quindi abbiamo preso la decisione di ritirarlo anche per precauzione».
Come l’hai sentito dopo il ritiro?
«Molto dispiaciuto e mortificato perché ci teneva, ha lottato ogni giorno per portare a casa la ciclamino. Siamo rimasti tutti molto delusi, ma la salute è più importante».
È già tornato a casa?
«Sì, è ripartito stamattina con un volo».
Per lui il Tour è un’opzione?
«Questo ancora non lo so, lo decideranno più avanti Matxin e lo staff tecnico. Ma sicuramente, dopo un po’ di riposo, sarà pronto per tornare in corsa».













