
Debuttante a trentasei anni. È la storia di Alejandro Valverde al Giro d'Italia 2016. Lo spagnolo non aveva mai partecipato alla corsa rosa. Lo fece nell'anno in cui prese il via a tutti e tre i grandi Giri nella stessa stagione. Non una sorpresa, dall'unico che in quegli anni correva, si piazzava o vinceva dalla primavera all'autunno, sempre. Alla suo quindicesimo anno da professionista, il murciano chiuse la corsa rosa al terzo posto, il Tour de France al sesto e la Vuelta di Spagna poco fuori dalla top ten, dodicesimo. Tutti interpretati alla sua maniera. All'insegna dei battiti del cuore, i suoi e di chi lo guardava. E non delle misurazioni in watt, in un ciclismo che si stava preparando al dominio tecnologico odierno sotto l'onda travolgente di una nuova generazione di fenomeni...
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