Il giorno dopo che Eddy Merckx vinse quella dodicesima tappa del Giro d'Italia 1967, i giornali scrissero che un velocista belga aveva primeggiato in montagna. La montagna in questione era il Blockhaus e il corridore in testa all'ordine di arrivo si scoprì essere presto molto più di uno che sapeva farci in volata. Del resto, fino a quel momento, Merckx, 22 anni non ancora compiuti, aveva nel carniere due Milano-Sanremo e una Gand-Wevelgem conquistate allo sprint. Ma anche una Freccia Vallone fatta sua in solitaria. E così in quella primavera che aveva preceduto il suo esordio in un grande Giro, tutti pensarono a lui come l'erede dei due Rik, Van Steenbergen e Van Looy, dominatori delle classiche sulla via del tramonto. Peccato che oltre a fare incetta al Nord, Merckx vinse poi anche cinque volte il Giro e altrettante il Tour de France...
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