Niente ciclocross alle Olimpiadi invernali 2030: «Solo sport di neve e ghiaccio»

Ciclocross
Wout Van Aert e Mathieu Van der Poel in azione a Mol sotto la neve (credit: Kristof Ramon / Red Bull Content Pool).
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Dopo mesi di discussioni, e di voci in un senso e nell’altro, adesso è arrivata la decisione ufficiale: il ciclocross non farà parte del programma delle Olimpiadi invernali 2030, che si svolgeranno nelle Alpi Francesi. «Voteremo il programma a giugno, ma abbiamo già deciso che non ci saranno sport estivi o che si praticano tutto l’anno», ha spiegato alla stampa Kirsty Coventry, presidentessa del Comitato Olimpico Internazionale. «Avremo solo sport di neve e ghiaccio».

Coventry, comunque, ha sottolineato come, per discipline come il ciclocross e la corsa campestre, possa esserci qualche spiraglio per i Giochi invernali di Salt Lake City 2034: «Dovremo capire come potenzialmente potremo inserire nuovi sport, ma non possiamo semplicemente continuare a diventare sempre più grandi».

Negli scorsi mesi, l’UCI si era mossa con grande insistenza per portare il ciclocross ai Giochi, di comune accordo con World Athletics, l’omologo ente per l’atletica, che sperava invece di inserire nel programma la corsa campestre. «Abbiamo cominciato a lavorare per il team di Sebastian Coe per includere la corsa campestre e il ciclocross nel programma delle Olimpiadi invernali», aveva raccontato a NOS qualche mese fa Peter Van den Abeele, responsabile sportivo dell’UCI. «Gli atleti sono tutti entusiasti: abbiamo chiesto a Tadej Pogacar, Mathieu Van der Poel e Puck Pietersee di registrare un video per il CIO. Capisco che il ciclocross non si corra sempre sulla neve, ma è un tipico sport invernale, considerato il periodo: su questo stiamo puntando nelle trattative».

Trattative che, evidentemente, non sono andate a buon fine. Qualche mese fa, la Federazione delle Olimpiadi invernali si era detta profondamente contraria all’idea: «La Federazione delle Olimpiadi invernali è ferma nella sua convinzione che un approccio del genere sminuirebbe il brand, l’eredità e l’identità che rendono unici i Giochi invernali – una celebrazione degli sport praticati su neve e ghiaccio, con differenti culture, atleti e campi di gara». Alla fine, questa posizione ha prevalso. L’appuntamento con il ciclocross a cinque cerchi, allora, è rimandato di almeno altri quattro anni.