
«Significa molto per me», esordisce Remco Evenepoel nelle interviste dopo la vittoria per la sua prima volta in carriera dell’Amstel Gold Race.
«Ho avuto un buon mese tra Catalunya il Giro delle Fiandre, ma vincere è sempre diverso – continua – Adoro questa corsa con le sue tante salite brevi e insidiose. Ed è lì che la corsa si è praticamente aperta: su una breve salita».
Che la corsa si sarebbe decisa in uno sprint a due si era capito quando sul Kruisberg Evenepoel e Skjelmose sono rimasti soli. Praticamente come lo scorso anno, quando però con loro c’era anche Tadej Pogacar.
«Avevo molta fiducia. Mi sentivo meglio rispetto all’anno scorso nel finale. La volata lo ha dimostrato. Avevo ancora energie e sono orgoglioso di essere riuscito a portare a termine il lavoro della squadra. Danny van Poppel e Tim van Dijke hanno controllato molto il ritmo in partenza e gli altri compagni mi hanno posizionato perfettamente per le salite. Con la pioggia non è stato sempre facile, ma mi sento molto bene».
Il belga ha aggiunto: «Ho avuto dei flashback, ma questa volta ero più fiducioso. Mi sentivo più forte in salita. Sentivo che (Skjelmose, ndr) era al limite quando ho spinto sulle piccole salite e che non era in forma come quando ci eravamo appena staccati. Ero fiducioso di poter chiudere la gara con una vittoria».













