Dennis: «Denuncio la narrazione distorta dei giornalisti australiani»

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Rohan Dennis in una foto d'archivio
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Rohan Dennis è tornato a parlare, dopo mesi di silenzio, per denunciare quella che definisce una «narrazione distorta» dei media australiani sulla morte della moglie Melissa Hoskins. L’ex ciclista, condannato a 17 mesi con la condizionale per guida pericolosa (e non per omicidio, come più volte specificato dalla corte), ha rotto il silenzio su Instagram dopo le polemiche seguite a un suo maldestro post in cui definiva la sua auto «un’arma letale».

«È stato un incidente», scrive ora Dennis. «Mai nella mia vita ho pensato di farle del male in qualsiasi discussione abbiamo avuto. La narrativa che i media hanno proposto era chiara: volevano farmi apparire come il marito che ha fatto del male alla moglie».

Il campione del mondo 2018 e 2019 accusa i giornalisti di avere invaso la sua privacy e di mettere a rischio la sicurezza dei suoi figli, la cui custodia gli è stata affidata dal tribunale (con la famiglia di Hoskins presente nella loro vita). «Dicono di preoccuparsi dei bambini, ma le loro azioni dicono il contrario», aggiunge, pubblicando immagini dei giornalisti fuori dalla sua abitazione.

Dennis, che lo scorso maggio si era dichiarato colpevole di «atto aggravato suscettibile di causare danni», non è mai stato ritenuto colpevole a livello penale per la morte della moglie, avvenuta il 30 dicembre 2023 a Adelaide.