Tragedia Mazzoleni, il ricordo del suo team manager Laino: «Era timido, ma aveva un’enorme forza di volontà»

Laino
Daniele Laino, team manager del Team Goodshop Yoyogurt (foto: Instagram/@goodshopteam_ita).
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È difficile, quasi impossibile, trovare le parole dopo una tragedia come quella del povero Francesco Mazzoleni, travolto e ucciso ieri mentre rientrava a casa da un allenamento. Daniele Laino, team manager del Team Goodshop Yoyogurt, ricorda commosso un ragazzo “pieno di passione”. «Francesco sognava con tutto se stesso di diventare un ciclista: era timido, riservato, aveva paura di non farcela. La sua famiglia ha fatto tanti sacrifici per aiutarlo a realizzare questo sogno, e anche noi ci abbiamo provato: ma il sogno è stato spezzato troppo presto».

«Di Francesco – racconta Laino – ci aveva colpito proprio la forza di volontà, il desiderio di farcela: nello scegliere i nostri ciclisti, cerchiamo sempre di guardare oltre i meriti sportivi. Ieri è uscito di casa per fare il suo lavoro e continuare a cullare il suo sogno: dovrebbe essere una situazione tranquilla, normale».

«E invece la normalità stanno diventando queste tragedie. Sembra che i ciclisti diano fastidio: gli automobilisti sono arrabbiati con loro, incattiviti. Ed è chiaro che poi i genitori non mandano più i figli sulle strade. Mio figlio Edoardo corre nella nostra squadra e stamattina, dopo quello che è successo, aveva paura di uscire ad allenarsi».

«Continuare dopo simili tragedie è molto dura», conclude Laino. «Ma ieri la madre di Francesco mi ha detto che non aveva mai visto suo figlio così felice come negli ultimi mesi, da quando lo avevamo preso in organico. Questo mi dà la forza per andare avanti, e andremo avanti anche per lui».