«È arrivato il momento di mettere un punto». Comincia così il post pubblicato su Instagram da Kevin Colleoni dove annuncia il suo ritiro dal professionismo.
Ci sono 20 foto che raccontano quella che è stata la sua vita finora e vanno a ritroso: gli anni in Intermarché, il Giro d’Italia, le gare con la Jayco AlUla, il salto nel professionismo quando si chiamava Bike Exchange, il dilettantismo con la Biesse Carrera e la categoria juniores con la Ciclistica Trevigliese, poi indietro fino a quando la sua età si contava sulle dita di due mani.
Ad appena 26 anni (ne farà 27 a novembre, ndr), Kevin Colleoni si è ritrovato nel vortice di un mercato particolare e con la fusione tra Lotto e Intermarché non è riuscito a trovare spazio in gruppo. Anche se, nelle parole affidate ai social, non fa menzione a questo.
«Dopo cinque anni di professionismo nel WorldTour, dopo sogni inseguiti fin da bambino, sacrifici, vittorie silenziose e giornate difficili, ho deciso di chiudere la mia carriera da ciclista professionista.
Non è una scelta semplice. Il ciclismo mi ha dato tutto: mi ha formato come atleta e come uomo, mi ha insegnato il valore del lavoro di squadra, della resilienza e del rispetto.
Negli ultimi anni non tutto è andato secondo i piani: il mio corpo ha chiesto ascolto e le priorità hanno iniziato a prendere una forma diversa.
Non c’è rammarico nelle scelte fatte. Rifarei ogni passo, ogni salita, ogni sacrificio.
Ma arriva un momento nella vita in cui bisogna cambiare qualcosa per ritrovare la felicità e la spensieratezza, quella che c’era da bambino.
Quel bambino messo in sella dai genitori, cresciuto tra i trofei e la medaglia olimpica di mamma, che è riuscito a diventare professionista, coronando il sogno di partecipare al Giro d’Italia.
Me ne vado con gratitudine. Per le persone incontrate, per le squadre che mi hanno dato fiducia, per ogni compagno con cui ho condiviso fatica e sogni, per ogni amico incontrato e membro dello staff che mi ha insegnato qualcosa.
Grazie a chi c’è stato, dentro e fuori dalle corse, e a tutte le persone che hanno reso possibile questo viaggio.
Non è un addio al ciclismo.
È solo l’inizio di un nuovo capitolo.
Kevin».













