Tra i ritiri più inaspettati degli ultimi mesi ci sono sicuramente quelli di Simon Yates e di Fem Van Empel. I due ormai ex corridori della Visma|Lease a bike lo hanno annunciato tra la fine dell’anno e l’inizio di quello nuovo. Le motivazioni? Sia il vincitore del Giro d’Italia 2025 che la 23enne hanno lasciato intendere di aver perso le motivazioni.
Il fatto, poi, che entrambi vengano dalla Visma, non ha fatto altro che scatenare supposizioni sulla gestione interna degli atleti e sull’ambiente del team.
Chi si è risentito di queste accuse è Wout Van Aert, che nel podcast Live Slow Ride Fast ha detto: «È un peccato ingigantire il fatto dicendo che sta accadendo qualcosa all’interno della nostra squadra. Mi fa anche un po’ male. Considero la Visma|Lease a Bike il mio vero team. So come funzionano le cose qui e non è certo un ambiente disumano. Penso sia un peccato che la situazione venga generalizzata, questo è completamente ingiusto».
Ha aggiunto: «Nutro il massimo rispetto per le decisioni di Fem e Simon, ma non hanno nulla a che fare con il funzionamento della nostra squadra. C’è ampio spazio per discutere di come ci si sente e se è necessario un approccio diverso, ad esempio, per trascorrere più tempo a casa».
E ancora: «Ma capisco, il ciclismo è sempre ciclismo. È uno sport molto duro, che richiede molti sacrifici. E questi sacrifici sono forse ancora maggiori oggi, nell’era dei dati in cui viviamo. Tutto viene costantemente misurato. Devi continuamente segnalare come ti alleni, dormi e dove passi il tempo. Mi sembra perfettamente logico che sempre più persone ne siano scoraggiate. Probabilmente assisteremo a questa situazione sempre più spesso e la considereremo normale. Un corridore di 25 anni ne ha abbastanza e dice: “Smetto”. Una volta era impensabile».













