Un anno da incorniciare, una medaglia mondiale al collo e la consapevolezza di poter puntare ancora più in alto. Ben Healy, l’irlandese della EF Education-EasyPost, ripercorre con l’Irish Mirror un 2025 straordinario.
«I Mondiali sono probabilmente la corsa che sogno di vincere di più – confessa il 25enne – Non è sempre garantito un percorso adatto, ma quando lo è devi dare tutto. Il Canada 2026 è uno di quelli, quindi mi concentrerò per fare il massimo». Sul Tour, invece, mantiene i piedi per terra: «Ogni ciclista sogna di vincerlo, ma bisogna essere realistici. Nei prossimi 2-3 anni mi concentrerò soprattutto sui Mondiali».
Healy affronta anche temi spinosi come il doping: «In ogni sport è impossibile dire ‘è al 100% pulito’. Questo non toglie nulla a tutto ciò che si fa per tenerlo pulito. Guarda Oier Lazkano: nel ciclismo si è testati spesso, forse più che in altri sport».
Sull’evoluzione delle prestazioni, indica due fattori chiave: «La motivazione principale delle alte medie sono gli equipaggiamenti. Le bici di ora sono decisamente migliori anche rispetto a solo 5 anni fa. Poi è cambiato il modo di correre: guarda la UAE, con il suo treno che tira alla massima velocità possibile. Fa una grande differenza».
Con nostalgia ripercorre l’esperienza unica dei Mondiali in Ruanda: «È stato surreale. Il primo in Africa, nessuno sapeva cosa aspettarsi. E invece è stato eccezionale. Vedere come la gente usava le bici per trasportare tutto, parlare con loro… Kigali è bellissima. In gara ho risparmiato energie all’inizio e nel finale ne ho avute. Finire sul podio è stato speciale».












