Vaughters: «Non sappiamo i limiti di Healy nei grandi Giri»

Healy
Ben Healy al Tour de France 2025 in maglia gialla (foto: A.S.O./Ceusters)
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Jonathan Vaughters, team manager della EF Education-EasyPost, ha delineato il profilo unico del suo corridore più rappresentativo del 2025, Ben Healy, in un’intervista a Domestique Hotseat. Dopo un’annata di successi (una tappa e il nono posto al Tour de France, una tappa al Giro di Paesi Baschi, bronzo mondiale e podio alla Liegi-Bastogne-Liegi), la domanda sul potenziale dell’irlandese nei grandi Giri resta aperta.

La risposta di Vaughters? Una difesa appassionata dello stile anticonformista di Healy. «Non sappiamo cosa possa fare Ben nei grandi Giri – ammette il manager – L’anno scorso è arrivato nono correndo in un modo diverso da tutti gli altri: ha perso 14 minuti a Hautacam, poi ne ha recuperati 4 in fuga. Ha corso piano le cronometro come fossero giorni di riposo. Potremmo mettergli intorno sette corridori e farlo correre in modo conservativo, ma non credo sia il suo stile».

Vaughters evidenzia poi un paradosso: l’era dominata da Tadej Pogacar, con le sue corse massacranti di logoramento, potrebbe essere proprio l’ambiente ideale per Healy. «Penso che per Ben sia meglio avere un Pogacar forte – afferma – Ben è grandioso in quelle situazioni estreme dove tutti sono allo stremo. Se Pogacar scomparisse e le corse diventassero più tattiche e controllate, per Ben sarebbe più difficile, perché non è uno sprinter. Ha bisogno di attaccare da lontano per vincere”»

La strategia per Healy, quindi, non è limitarlo, ma sfruttare la sua capacità unica di resistenza e attacco. «Ben può vincere in uno di quei giorni in cui Pogacar è leggermente meno perfetto. È la persona che, in una corsa di quel tipo, potrebbe riprenderlo anche con un buon distacco, e poi attaccare, a modo suo. So che è un po’ strano, ma per Ben funzionerebbe».