Tim Merlier, il potente velocista belga della Soudal Quick-Step, sta progettando la stagione 2026. A 33 anni e con 66 vittorie in carriera, non ha alcuna intenzione di rallentare. In una squadra che non avrà più Remco Evenepoel, Merlier si aspetta di avere più spazio per i suoi obiettivi personali.
In testa ha una missione precisa: vincere la classica che fino al 2025 si chiamava Gand-Wevelgem e dal 2026 sarà ridenominata In Flanders Fields. «È una gara molto sottovalutata», ha dichiarato a Sporza, ricordando il secondo posto del 2024 dietro Mads Pedersen come una vittoria. Per trionfare in una corsa così aperta, secondo lui, «deve essere tutto perfetto al 1000 per cento… e gli dèi del ciclismo devono decidere che io posso vincere».
Il suo sguardo si allarga anche alla Parigi-Roubaix, una classica che lo affascina nonostante il rischio («mi è costata una bella cicatrice»). Pur riconoscendo il dominio di campioni come Pogačar e Van der Poel, il campione europeo del 2024 ora punta a un piazzamento di prestigio: «Non è mai stato nel mio stile correre per un piazzamento, ma penso che sia arrivato il momento di farlo in quel contesto».
Merlier, che ha un contratto con la sua squadra fino al 2028, non esclude un futuro ritorno al ciclocross in inverno, ma nota un minore interesse degli organizzatori verso di lui, complice l’era dominata da Van der Poel e Van Aert. La sua carriera, comunque, è ancora lunga: «Vorrei continuare fino al 2030. Non mi sento logorato e non credo che il mio spunto in volata sia in fase calante».












