Cipollini: «Ho raggiunto 290 pulsazioni e mi sono sentito vicino alla fine. Ora ho un defibrillatore sottocutaneo»

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«Quella di ieri è stata una giornata intensa per me, vi informo su quello che è successo». Comincia così l’aggiornamento odierno di Mario Cipollini, che poco più di 24 ore fa è stato ricoverato all’ospedale di Ancona per problemi cardiaci.

«L’anno scorso, a novembre 2024, ho avuto un’ablazione sempre qua all’ospedale di Ancona e il medico che mi ha operato ha deciso di installarmi un loop recorder, ossia un dispositivo medico che registra continuamente il ritmo cardiaco. Qualche settimana fa ho avuto un evento molto straordinario, forte, che ha in qualche modo allarmato tutta la struttura tanto che mi hanno chiamato per ulteriori accertamenti. Ieri mi hanno fatto uno studio interno: sono entrati da una vena inguinale fino al cuore per stimolare tutte le parti del cuore. Cominciano a stimolare la parte dove ho avuto la prima ablazione e non succede niente. Per sovrastimolare hanno iniettato adrenalina endovena, così la frequenza cardiaca è aumentata simulando l’attività di un ciclista con 140 pulsazioni. La sensazione è quella di scoppiare. Quando il medico a quel punto mi ha stimolato la parte dei ventricoli sono arrivato a 290 pulsazioni e mi sono sentito vicino alla fine. Per farti riprendere ti danno una botta con lo shock elettrico. Le cose si sono complicate per me. L’unica soluzione è mettere un defibrillatore sottocutaneo che mi permetterà in futuro di essere più tranquillo, fare una vita pressoché normale e non temere che ad ogni strana sensazione avvenga l’irreparabile. Io posso dire una cosa: non mi arrendo mai, però il mio sogno è quello di poter toglierlo e tornare alla normalità».