Fusione Lotto-Intermarché, Hansen: «Corridori presi in ostaggio»

Adam Hansen
Adam Hansen alla partenza della 9ª tappa del Giro d'Italia 2020.
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Adam Hansen, presidente del CPA (Cyclistes Professionnels Associés), ha alzato la voce per denunciare la situazione critica che sta vivendo il peloton a seguito della fusione tra Lotto e Intermarché-Wanty, da cui nascerà la nuova squadra World Tour.

La fusione, infatti, impone di dimezzare l’organico, passando dagli attuali 43 corridori a un massimo di 30, come previsto dal regolamento UCI. Il nodo critico, come spiegato da Hansen in un’intervista a Sporza, sta nel conflitto tra le norme UCI – che permettono a un ciclista di rescindere il contratto in caso di fusione – e la legge belga sul lavoro, che vincola il dipendente al datore di lavoro anche dopo l’operazione.

Il risultato? I corridori con un contratto per il 2026 sono di fatto “presi in ostaggio“: legalmente legati al nuovo team, senza sapere se ne faranno parte e senza la possibilità di cercare altrove un ingaggio. «Dal punto di vista della nuova squadra è una situazione da sogno, perché può scegliere con chi continuare. Ma per i corridori è ingiusto», ha affermato Hansen.

Il presidente del sindacato ha rivelato di aver richiesto, d’intesa con l’UCI, la lista dei ciclisti che il team intendeva trattenere, ma il comportamento della squadra non è stato trasparente. «So di un corridore che, pur essendo stato tagliato e avendo trovato un’altra squadra, non è stato liberato. Ciò indica che Lotto e Intermarché non sono stati onesti con noi».

Hansen punta il dito contro la legge belga che consente ai team di attendere fino al 31 dicembre per comunicare le decisioni ai corridori. «Se un ciclista viene avvisato a ottobre-novembre, quando i roster sono ormai pieni, la colpa è della squadra. Serve un protocollo migliore per le fusioni, che dia chiarezza ai corridori molto prima».