Il futuro della Intermarché-Wanty dopo la fusione con la Lotto rimane nebuloso, ma le critiche del passato emergono con forza. Hilaire Van der Schueren, storico direttore sportivo della squadra, rompe il silenzio con pesanti accuse alla gestione della formazione belga.
«Devo stare attento a quello che dico, perché non voglio una querela per diffamazione», esordisce Van der Schueren in un’intervista al Nieuwsblad, per poi elencare una serie di presunti errori. «Avevo avvisato i dirigenti di Intermarché: ‘Svegliatevi, stanno sprecando i vostri soldi’». Come esempio cita il ritiro pre-stagionale in Spagna: «A dicembre già non c’erano soldi, ma sono andati a El Albir con cento persone. Avete idea di quanto costi?».
Il manager punta il dito anche sulla gestione tecnica: «Arne Marit è un corridore che avrebbe dovuto essere prezioso, ma che programma gli hanno fatto fare? Lorenzo Rota non ha vinto niente per due anni». Sulla stella Biniam Girmay è categorico: «Non bisogna fargli fare sempre quello che vuole. Ora è Bini il capo, è stato messo tutto nelle sue mani. Capisco proteggerlo, ma non con sei corridori».
Van der Schueren rivela che oltre 20 membri dello staff hanno lasciato la squadra dopo di lui, «per insoddisfazione e accordi non rispettati». La situazione dei corridori è definita “da ostaggio“, in riferimento alle parole del presidente dell’Associazione ciclisti Adam Hansen. L’ex ds conferma: «So che vogliono denaro per lasciar libero Louis Barré».
Conclude esprimendo scetticismo sul futuro: «La cosa che mi dà meno fiducia è che le stesse persone che hanno speso tutti quei soldi sono ancora coinvolte».












