In occasione del Lombardia abbiamo incontrato Ralph Denk, grande capo della Red Bull-Bora-hansgrohe. La formazione tedesca è una delle più ricche e ambiziose del World Tour, e ha recentemente messo a segno uno dei più grandi colpi di ciclomercato degli ultimi anni, “strappando” Remco Evenepoel alla Soudal Quick-Step. Il belga va ad aggiungersi ai tanti potenziali capitani già presenti per i grandi giri: Primoz Roglic, Florian Lipowitz che quest’anno è stato terzo al Tour, Jai Hindley e anche il nostro Giulio Pellizzari. Nella Development della formazione tedesca, invece, milita il campione del mondo degli Under 23 Lorenzo Finn.
«Sui Rookies stiamo investendo molto – spiega Denk – e con Rookies mi riferisco sia alla formazione juniores che a quella Under 23. Il nostro obiettivo è avere nelle nostre fila fin dall’inizio i talenti migliori, per poterli poi formare con calma. Ingaggiare i corridori più avanti, quando già militano in altre squadre, è più difficile. Prendiamo il caso di del Toro: il messicano è il nuovo grande talento del momento, ma è un patrimonio della UAE e nessuna squadra ha più la possibilità di prenderlo. Dobbiamo fare un passo in avanti e inserire in organico i talenti fin da quando sono molto giovani: questa è la nostra strategia».
Una strategia che sembra già dare i suoi frutti, per esempio con Lorenzo Finn.
«Siamo molto contenti che abbia vinto di nuovo il mondiale, ma per noi è molto più importante che cresca bene e che passi professionista al momento giusto: lo sviluppo di un corridore non passa solo dai suoi risultati. Vuole fare un altro anno tra gli Under 23 e noi siamo d’accordo: perché impedirglielo? Gli daremo il tempo di crescere ancora di più».
Diverso il caso di Giulio Pellizzari, che era già professionista quando è approdato alla Red Bull.
«In questi casi, la crescita dipende dall’attitudine del corridore. Giulio è arrivato più tardi rispetto a Finn ma è ancora giovane, e soprattutto ha una gran voglia di imparare. Molti altri corridori, alla sua età, si sentono delle superstar e pensano di sapere già tutto: lui invece è un bravo ragazzo, e sono convinto che farà uno step ulteriore nella nostra squadra. Già quest’anno è stato sesto al Giro e sesto alla Vuelta».
Qual è il bilancio della Red Bull-Bora-hansgrohe in questo 2025?
«Siamo soddisfatti del podio di Lipowitz al Tour de France, e la Grande Boucle è la corsa più importante del mondo: quindi possiamo definire questo 2025 una buona stagione. Allo stesso tempo, ovviamente, siamo consapevoli che ci sono aree in cui dobbiamo migliorare, e lavoreremo per questo. Penso soprattutto alle classiche e più in generale alle corse di un giorno: non siamo ancora al livello che vorremmo, ma ci arriveremo passo dopo passo».
E in questo processo potrà darvi una grossa mano Remco Evenepoel.
«Io ripenso sempre al 2017, quando nella nostra squadra arrivò Peter Sagan. Peter era il leader, il frontman del team, e la sua presenza ha tolto molta pressione a tutti gli altri. Nel 2019 abbiamo avuto un’ottima annata, con 47 vittorie in totale, e solo 4 di queste erano di Sagan. Credo che anche Evenepoel potrà avere un ruolo del genere, e che in tanti potranno crescere nella sua scia».















