Un film già visto, come sempre. Anzi, più di sempre. Come da pronostico Tadej Pogacar ha letteralmente dominato il campionato mondiale di Kigali (il primo nella storia a svolgersi in Africa) centrando, per il secondo anno consecutivo, un successo iridato più che mai meritato. Una dimostrazione di forza assoluta che il fenomeno sloveno ha scatenato quando alla linea del traguardo mancavano ancora più di un centinaio di chilometri.
Impossibile stargli a ruota (ci hanno provato lo spagnolo Ayuso e il messicano del Toro ma il loro coraggio non è bastato per seguire il passo del più forte di tutti) e impossibile rimontarlo anche per un Remco Evenepoel in giornata di grazia ma che, a causa dei ripetuti guai meccanici che hanno bersagliato la sua bici, si è dovuto arrendere conquistando comunque una prestigiosa medaglia d’argento benché ad oltre un minuto di distacco dal cannibale sloveno. Terzo l’irlandese Ben Healy che completa la foto di un podio già passato alla storia.
I mondiali in Ruanda (una scommessa vinta per spettacolo, pubblico presente nell’arco dell’intera settimana e allegria della gente assiepata oltre alle transenne) si chiudono così, con Tadej che si tiene l’iride sulle spalle riscattando, dopo appena sette giorni, la “legnata” presa a cronometro dove Evenepoel lo aveva addirittura doppiato prima di andare a prendersi il suo terzo titolo mondiale consecutivo di specialità.
Pogacar ed Evenepoel, sempre loro. I campionati del mondo di Kigali che andiamo a raccontare e ripercorrere su Bicisport di ottobre (tra poche ore in arrivo in tutte le edicole d’Italia), hanno confermato il talento di due campioni già affermati nell’Olimpo dei più grandi così come hanno definitivamente consacrato il nostro Finn tra le stelle più luminose del firmamento dei campioncini in rampa di lancio.
Lorenzo, già iridato lo scorso anno a Zurigo tra gli juniores, si è ripetuto anche tra gli Under 23 trascinando la maglia azzurra sul gradino più alto del podio al termine di una gara vinta con autorità e con quel piglio che solo i grandi talenti sono in grado di sfoderare. La sua medaglia d’oro e il suo iride che sfoggerà il prossimo anno nel gruppo degli U23 (è primo anno di categoria e passerà professionista nel 2027 con la Red Bull, squadra nella quale già milita dalla passata stagione) è un bellissimo lampo di luce che, oltre a darci grandissime speranze per il futuro, completa anche il bottino azzurro arricchito dall’argento di Chantal Pegolo tra le juniores ed il bronzo di Federica Venturelli arrivato nella crono riservata alle Under 23.
Ma ora, cari lettori, prenotate in edicola il vostro Bicisport e preparatevi a rivivere, con i grandi servizi realizzati dal nostro inviato in Africa Davide Bernardini, i racconti e le gesta di un mondiale storico. Buona lettura!













