In quella che una manciata d’anni fa è stata definita la città più pulita dell’Africa, ovverosia Kigali, Tadej Pogacar ha conosciuto la sua pedalata più sporca, più impastata, più farraginosa. Sulla Cote de Kimihurura, la lingua di pavé che anticipava il traguardo di un paio di chilometri, mentre Evenepoel lo sorpassava, Pogacar sembrava Roglic, e quello strappo la rampa finale della Planche des Belles Filles...
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