Mondiali, bis da leggenda di Tadej Pogacar! Sul podio Evenepoel e Healy, sesto Ciccone

Pogacar
Tadej Pogacar conquista il suo secondo mondiale consecutivo (credit: UCI Cycling).
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Uno strepitoso Tadej Pogacar domina il mondiale in Ruanda, vestendo la maglia iridata per il secondo anno consecutivo! Lo sloveno ha attaccato sul Mont Kigali a 104 chilometri dall’arrivo, inizialmente in compagnia di Ayuso e del Toro, poi è rimasto da solo ai -66 e ha firmato un’altra impresa straordinaria. Seconda posizione per Remco Evenepoel, staccato in salita e poi rallentato da qualche problema meccanico: il belga ha staccato tutti gli altri ed è arrivato a 01’30” dal vincitore. Chiude il podio Ben Healy, a 02’15”, davanti a Mattias Skjelmose che ha chiuso a quasi tre minuti. Quinto a oltre sei minuti Toms Skujins, sesto il nostro Giulio Ciccone davanti a Isaac del Toro e Juan Ayuso.

ULTIMO CHILOMETRO!

16.07 (-2 km): Pogacar ha quasi raggiunto la flamme rouge, mentre Healy consolida il suo vantaggio su Skjelmose.

16.05 (-2 km): Ultimo passaggio sul pavé di Kimihurura per lo straordinario dominatore di questa gara, che ha ancora 01’30” di vantaggio su Evenepoel.

16.03 (-4 km): Impressionante quanto dura sia stata questa corsa: i primi quattro arriveranno uno dopo l’altro, alla spicciolata, e il ritardo del gruppetto che si giocherà il quinto posto è già superiore ai sei minuti.

16.01 (-5 km): Ultimo passaggio sulla Côte de Kigali Golf per Pogacar, che conserva 01’25” di vantaggio su Evenepoel. Intanto Healy stacca Skjelmose e va a prendersi il bronzo.

15.58 (-6 km): Ma torniamo sul grande protagonista di oggi: rischiamo di dirlo sempre, ma questa potrebbe essere l’impresa più grande della carriera di Tadej. Oltre 100 chilometri di attacco, 66 da solo, senza mai cedere un centimetro, senza mai cedere un secondo.

15.55 (-8 km): Diamo un aggiornamento sui passaggi all’ultimo giro. Ciccone è passato a 05’58” insieme ad Ayuso, del Torom Skujins ed Eulalio. A 06’33” Roglic, Seixas e uno stremato Pidcock. Più indietro tutti gli altri.

15.53 (-10 km): Adesso Evenepoel sente chiaramente la fatica ma sta comunque guadagnando su Healy e Skjelmose, che cominciano a studiarsi nella lotta per una medaglia.

15.48 (-14 km): Suona la campana per Pogacar! Lo sloveno comincia l’ultimo giro da padrone assoluto, con 01’25” di vantaggio su un Evenepoel stremato. Healy e Skjelmose passano a 01’50”.

15.45 (-16 km): Pogacar continua a guadagnare su tutti, quando siamo vicini al penultimo passaggio sul traguardo. Evenepoel ha guadagnato 20” su Skjelmose e Healy, che a questo punto si giocheranno il bronzo. Tutti gli altri sono molto indietro: Pidcock è scivolato addirittura a 05’23”.

15.41 (-19 km): Attacca Remco Evenepoel! Il belga lascia sul posto Healy e Skjelmose e si butta da solo all’inseguimento di Pogacar, con 01’05” da recuperare.

15.38 (-21 km): Ancora 01’10’ il vantaggio di Pogacar, quando siamo al penultimo passaggio sulla Côte de Kigali Golf. Ritirato anche Carapaz, in corsa sono rimasti solo 31 corridori tra cui Ciccone, Bagioli e Garofoli.

15.35 (-24 km): La corsa per le medaglie è ormai finita, ma il gruppetto di Ciccone potrebbe recuperare Hindley e forse anche Pidcock. Con l’abruzzese ci sono Seixas, Eulalio, del Toro, Roglic, Sivakov, Christen, Tejada, Honoré, Skujins e Ayuso, transitati a 05’06” da Pogacar.

15.32 (-26 km): Diventa a questo punto interessante capire chi tra Evenepoel, Skjelmose e Healy finirà giù dal podio. Il belga è sicuramente quello che ha speso di più.

15.27 (-29 km): Due giri al termine, Pogacar ha incrementato il suo vantaggio, con i tre inseguitori passati con 01’20” di ritardo. Si va verso il secondo trionfo iridato dello sloveno.

15.24 (-31 km): In gara sono rimasti solo 32 corridori, e ancora non è finita: una gara davvero estenuante per tutti. Pidcock, intanto, è crollato a quasi tre minuti da Pogacar.

15.22 (-33 km): Davvero impressionante, una volta di più, Tadej Pogacar: dietro si danno cambi regolari ma non guadagnano nulla, anzi lo sloveno ha di nuovo 01’10” di vantaggio.

15.18 (-35 km): In salita Pogacar guadagna nuovamente qualcosa, portando a 01’07” il vantaggio sul trio all’inseguimento.

15.15 (-37 km): Evenepoel, Skjelmose e Healy si danno cambi regolari ma non riescono a guadagnare su Pogacar, che mantiene sempre un minuto di vantaggio. Pidcock è scivolato a quasi due minuti, ancora più indietro Hindley.

15.10 (-41 km): Christen è passato a 02’30” da Pogacar, in settima posizione, poco più indietro il gruppetto di Ciccone. Intanto Healy, Skjelmose e Healy adesso si danno cambi regolari.

15.07 (-43 km): Nuovo passaggio sul traguardo, tre giri al termine. Circa 01’10” il vantaggio di Pogacar su Evenepoel, Skjelmose e Healy, poco più indietro Pidcock, staccato Hindley.

15.05 (-45 km): Adesso sembra esserci grande stanchezza nel gruppo di Evenepoel, e Pogacar guadagna qualcosa. Dietro attacca Christen.

15.01 (-47 km): Ancora un minuto il vantaggio di Pogacar, mentre a due minuti troviamo un gruppetto con anche Ciccone e Roglic, rientrati su Seixas e Ayuso.

14.57 (-50 km): Evenepoel prova ad alzare il ritmo in salita, ancora 56” il vantaggio di Pogacar. Il belga continua a non ricevere molta collaborazione dai corridori che si trovano con lui.

14.53 (-54 km): Si mantiene vicino al minuto il vantaggio di Pogacar sui cinque dietro. Salvo grossi cali dello sloveno, sembra molto difficile, che Evenepoel, Healy, Hindley, Skjelmose e Pidcock possano rientrare. A 01’20” Ayuso e Seixas.

14.48 (-57 km): Esattamente un minuto il vantaggio di Pogacar sul quintetto di inseguitori al passaggio sul traguardo. Non lontani anche Ayuso e Seixas, Ciccone è a 01’18” con Honoré, del Toro, Roglic, Sivakov, Christen, Eulalia, Tejada e Skujins.

14.45 (-59 km): Con Evenepoel sono rimasti Healy, Pidcock, Skjelmose e Hindley, Ciccone staccato. Vediamo se i cinque più immediati inseguitori dello sloveno troveranno l’accordo tra di loro.

14.42 (-61 km): Scatenato Evenepoel che è andato a riprendere tutti gli inseguitori e adesso guida il gruppo, che si trova a 57” da Pogacar. Healy e Skjelmose alla ruota del belga, ma Pogacar sembra ancora guadagnare.

14.38 (-64 km): Adesso accelera Evenepoel con a ruota Pidcock e Ciccone, il belga sembra aver risolto i problemi meccanici. 52” il vantaggio di Pogacar su Healy, Honoré e Sivakov.

14.35 (-66 km): Italia all’attacco! Azione di Bagioli e Ciccone, con loro anche Storer. Intanto Pogacar stacca del Toro, stavolta definitivamente.

14.34 (-67 km): Nel gruppo di Ciccone non c’è accordo, già superiore al minuto il ritardo dai primi. Evenepoel, aiutato da Hermans, sta per riportarsi su questo gruppo.

14.30 (-69 km): Solo 35” ora il ritardo di Healy, Honoré e Sivakov. A 51” il gruppo di Ciccone e Bagioli, Evenepoel a 01’29”.

14.27 (-73 km): Adesso da dietro ci provano Healy, Honoré e Sivakov, 39” il ritardo dalla coppia di testa. Evenepoel ha un ritardo di 01’39” dai primi. Con Ciccone c’è anche Bagioli.

14.25 (-74 km): Evenepoel si ferma ad aspettare l’ammiraglia! Nervosissimo il belga che perde davvero tanto tempo. 45” il ritardo del gruppo inseguitori al passaggio sul traguardo.

14.23 (-76 km): Si sfila di nuovo Evenepoel, che chiama platealmente l’assistenza meccanica. Pogacar ha aspettato del Toro e i due mantengono 43” di vantaggio sul gruppo inseguitore.

14.21 (-77 km): Del Toro in difficoltà! Pogacar deve platealmente aspettare il messicano.

14.19 (-78 km): Hanno di nuovo guadagnato qualcosa Pogacar e del Toro, che hanno 55” di vantaggio sul gruppo. Hermans e Uijtdeboreks lavorano per il Belgio, mentre Evenepoel sembra avere ancora problemi con la bici.

14.16 (-80 km): Dietro adesso lavora Quinten Hermans per il Belgio, con a ruota un Evenepoel che sembra aver recuperato. Si staccano Matthews e Vine, 43” il vantaggio dei due di testa.

14.14 (-82 km): Perdono qualcosa i due davanti, che hanno solo 46” di vantaggio. Pogacar e del Toro hanno corso insieme quattro volte fino a oggi: la Strade Bianche e la Milano-Sanremo sia nel 2024 che nel 2025. In tutte queste occasioni, ovviamente, il messicano si è messo a disposizione dello sloveno.

14.11 (-84 km): Adesso Belgio, Australia e Italia prorogano a organizzare un inseguimento organizzato, 53” il vantaggio della coppia di testa. Intanto si ritira Bernal.

14.08 (-86 km): Aumenta il vantaggio della coppia di testa. Il gruppo dietro comprende 34 corridori ma non c’è accorso, quindi del Toro e Pogacar sono destinati a guadagnare ulteriormente.

14.05 (-88 km): Passaggio del gruppo di inseguitori con 44” di ritardo da del Toro e Pogacar. Da capire quale sarà la cooperazione dietro, intanto Evenepoel (anche lui nel gruppo inseguotore) cambia bici.

14.03 (-90 km): Dietro gli inseguitori si sono ricongiunti con un ritardo di 50” dai due di testa. Bagioli, Frigo, Garofoli e Ciccone fanno parte di questo gruppo.

14.00 (-92 km): Aumenta il vantaggio di del Toro e Pogacar! Momento decisivo della corsa.

13.56 (-96 km): Sale a trenta secondi vantaggio della coppia di testa. Dietro c’è il Belgio di Evenepoel a fare l’andatura.

13.53 (-98 km): Clamoroso! In salita si stacca anche Juan Ayuso. Con Pogacar resta solamente Del Toro!

13.50 (-101 km): La coppia Ayuso-Pogacar vola in discesa, ma è stata ripresa da Isaac Del Toro. Guadagnano già una ventina di secondi sugli altri big.

13.47 (-103 km): Ed eccola qui l’accelerazione di Tadej Pogacar! Tutti la aspettavano ed è arrivata, ma ovviamente in pochi hanno saputo reagire allo scatto pazzesco dello sloveno. Tra questi, Juan Ayuso ma non Remco Evenepoel.

13.41 (-105 km): Intanto si staccano Foldager e Oliveira. Julien Bernard (Francia) resta solo davanti a tutti.

13.37 (-107 km): Il gruppo inizia a perdere pezzi, momento delicatissimo di questo Mondiale africano.

13.33 (-108 km): Accelerazione bruciate in gruppo sulle primissime rampe del Mont Kigali!

13.26 (-113 km): Intanto sono stati ripresi gli altri quattro fuggitivi che hanno movimentato la giornata oggi. Restano in tre davanti con due minuti di vantaggio sul gruppo.

13.20 (-118 km): Tutti attendono l’attacco di Pogacar sul Mont Kigali. Arriverà?

13.11 (-124 km): Foldager, Bernard e Oliveira provano a fare la differenza. Si sfalda la fuga mentre il gruppo accelera e si porta a 1’47”.

13.04 (-131 km): Abbiamo superato la metà di gara. Entriamo nel vivo dei Mondiali di Kigali…

12.57 (-135 km): 25 chilometri ai piedi dell’attesissimo Mont Kigali, dove tutti credono scoppierà la corsa.

12.48 (-141 km): Dopo aver a lungo lavorato, si fermano due compagni di squadra di Pogacar: Govekar e Primozic.

12.40 (-147 km): Due minuti e quaranta il ritardo del gruppo principale dagli attaccanti. Situazione estremamente sotto controllo.

12.34 (-150 km): Molto attivo anche il Messico di Isaac Del Toro con il ritmo fatto in questo momento dal suo compagno di squadra, Eder Frayre.

12.29 (-154 km): La media oraria dopo due ore e mezzo di corsa è di 42,4 km/h: non si sta ancora spingendo per davvero.

12.22 (-159 km): Scenetta molto divertente. Remco Evenepoel, Fausto Masnada e molti altri corridori si sono fermati ai bagni chimici per uno stop.

12.17 (-163 km): Ricordiamo i nomi degli attaccanti. Menno Huising (Olanda), Ivo Oliveira (Portogallo), Anders Foldager (Danimarca), Fabio Christen (Svizzera), Marius Mayrhofer (Germania) e Julien Bernard (Francia).

12.08 (-168 km): Altro ritiro! Questa volta si ferma Luke Plapp (Australia) che grazie alla mixed-relay torna a casa con una medaglia d’oro.

11.59 (-176 km): La Germania perde un uomo. Si ferma Felix Engelhardt!

11.53 (-179 km): Questa mattina abbiamo scambiato due chiacchiere con Marco Frigo, ecco cosa ci ha detto. CLICCA QUI.

11.47 (-182 km): C’è addirittura un oltre quarantenne in gruppo, anche se probabilmente si è già ritirato. Parliamo dell’uzbeko Muradjan Khalmutarov con i suoi 43 anni e 109 giorni!

11.42 (-186 km): Tadej Pogacar non si nasconde e ha messo tutta la sua squadra in testa al gruppo a fare l’andatura. Sa di essere il favorito e vuole bissare il successo mondiale.

11.33 (-193 km): Gruppo in fila indiana e corridori che continuano a staccarsi (e ritirarsi).

11.24 (-199 km): Sale oltre i tre minuti il vantaggio dei fuggitivi, con il gruppo sempre guidato da Belgio e Slovenia, i due fari di questa edizione dei campionati del mondo.

11.15 (-206 km): Non perdete la nostra preview completa di questa attesissima prova in linea dei Mondiali di Kigali, CLICCA QUI.

11.10 (-210 km): In questo circuito sono presenti due salite, la Cote de Kimihurura (1,3 km al 6,2%) e la Cote de Kigali Golf (800 m all’8,1%).

11.04 (-213 km): Come sono divisi i corridori? 102 appartengono all’Europa, 24 all’Africa, 15 al Nord-America, 10 al Sud-America, 8 all’Oceania e 5 all’Asia!

10.57 (-217 km): Van Wilder e Polder sono costretti a fermarsi. In queste condizioni non si può continuare…

10.52 (-221 km): Caduta in coda al gruppo! Ilan Van Wilder (Belgio) finisce a terra, ma sono caduti anche Marc Soler (Spagna) e Bjorn Koerdt (Gran Bretagna)!

10.48 (-224 km): Mentre tanti corridori di ultima fascia mettono il piede a terra e si ritirano, è bello vedere un atleta di casa come Eric Manizabayo (Ruanda) andare all’attacco.

10.43 (-227 km): Ricordiamo i nomi dei fuggitivi: Menno Huising (Olanda), Ivo Oliveira (Portogallo), Anders Foldager (Danimarca), Fabio Christen (Svizzera), Marius Mayrhofer (Germania) e Julien Bernard (Francia).

10.37 (-230 km): I sei attaccanti hanno un vantaggio di 50 secondi su Garcia Pierna e 1’45” sul gruppone.

10.31 (-236 km): Corsa decisamente movimentata. Dal gruppo è uscito Raul Garcia Pierna (Spagna)!

10.28 (-238 km): Giornata calda, ma non troppo con 24 gradi in questo momento. Intanto non capiamo come mai Tom Pidcock sia staccato e non riesca a rientrare sulla coda del gruppo.

10.24 (-240 km): Qual è la squadra più rappresentata in questi Mondiali? Ovviamente, la UAE Team Emirates con undici corridori, seguita da Soudal Quick-Step e Lidl-Trek con dieci.

10.19 (-244 km): Francia scatenata! Paret-Peintre lancia il giovane Seixas, che però viene stoppato sempre da Slovenia e Belgio.

10.16 (-245 km): Slovenia e Belgio chiudono su Alaphilippe. Non ci è chiaro cosa volesse fare il francese, specie considerando che davanti c’è un suo compagno di squadra.

10.13 (-247,5 km): Attenzione, si muove addirittura Julian Alaphilippe con il corridore della Mongolia. Questa era inaspettata…

10.09 (-251 km): Il gruppo si è rialzato, quindi possiamo dire che i corridori davanti formano la fuga di giornata.

10.05 (-254 km): Allungano Menno Huising (Olanda), Ivo Oliveira (Portogallo), Anders Foldager (Danimarca), Fabio Christen (Svizzera), Marius Mayrhofer (Germania) e Julien Bernard (Francia).

10.01 (-256 km): Chi sono i favoriti oggi? Ovviamente Tadej Pogacar e Remco Evenepoel, mentre in seconda battuta troviamo Isaac Del Toro, Tom Pidcock e Richard Carapaz. L’Italia si affida a Giulio Ciccone, ma sono tante le terze linee pericolose: Oscar Onley, Ben Healy, Jay Vine…

9.57 (-259 km): Scatti e controbatti in queste primissime fasi di gara per trovare la fuga giusta.

9.51 (-263 km): Presenti oggi ben 96 corridori appartenenti al circuito World Tour, 22 Professional, addirittura 26 Continental e 21 che corrono in squadre di club.

9.45: Puntualissimi, i corridori si dirigono verso il chilometro zero!

9.40: Quanti debutti oggi! Tante nazionali sono per la prima volta al via di un campionato del mondo, parliamo di São Tomé e Príncipe, Sierra Leone, Mali, Senegal, Grenada e Kenya.

9.30: Buongiorno e benvenuti in questo Live dei Mondiali di Kigali! Seguiremo la prova in linea uomini elite dal primo all’ultimo chilometro con aggiornamenti di minuto in minuto. Seguiteci!

Ci siamo, il momento più atteso dell’anno è arrivato. È il giorno della prova in linea degli uomini elite ai mondiali di Kigali. Seguite la diretta della corsa su quibicisport.it, aggiornamenti in tempo reale e contenuti esclusivi dal nostro inviato in Ruanda per non perdere neppure un secondo della prova.

Sarà uno dei più duri della storia, con 5.475 metri di dislivello, il secondo più impegnativo dopo il Nurburgring del 1966, vinto dal padrone di casa, il tedesco Rudi Altig, davanti ai francesi Jacques Anquetil e Raymond Poulidor.

La gara maschile élite si terrà a Kigali, a 1.400 metri sul livello del mare, sarà lunga 267,5 chilometri e attraverserà il Monte Kigali e il Mur de Kigali. Si dovranno compiere 15 giri di un circuito diviso in due tappe per concludere sul pavé gli ultimi due chilometri. 

Un po’ di storia

Molte squadre voleranno a Kigali con un contingente ridotto, mentre alcune associazioni e Ong hanno criticato il governo locale per alcune scelte in politica estera e politica interna.

Come sappiamo, ormai da diversi mesi è in corso una guerra lungo il confine con la Repubblica Democratica del Congo, più precisamente nella regione del Kivu. Il Ruanda sta dando infatti appoggio alle milizie M23 che hanno attaccato l’area al fine di rovesciare l’esecutivo dell’ex colonia belga. A giugno è arrivata quella che sembrava una vittoria diplomatica, un cessate il fuoco firmato dai due governi a Washington.

Sfortunatamente l’accordo è rimasto tale solamente sulla carta, con le milizie che hanno dichiarato che nessuna tregua sarebbe stata rispettata senza la loro diretta partecipazione alle trattative. Non a caso i combattimenti sono ripartiti con ferocia ad agosto nel Sud-Kivu, nei territori tra Uvira e Mwenga. All’interno del Parco Nazionale Virunga, i ribelli si sono scontrati con una milizia Hutu, nemica del governo di Kigali.

Chiaramente, come sempre accade, sullo sfondo di una vera e propria crisi umanitaria, si intrecciano complessi accordi geopolitici. Dopo l’intesa sui minerali – mediata dagli Stati Uniti e che garantirà una parte del “bottino” anche al Ruanda – l’amministrazione Trump è passata all’incasso. Kigali ha offerto piena disponibilità ad accogliere 250 migranti che gli USA intendono deportare in paesi terzi.

In questo scenario, il Ruanda sta giocando un’altra partita, quella dell’immagine, attraverso un massiccio investimento nello sport. Una strategia di soft power che, però, molti accusano di essere puro “sportwashing“, un tentativo di distogliere l’attenzione dalle sue responsabilità nell’instabilità congolese.

L’ultimo capitolo di questa saga lo ha scritto il Bayern Monaco, che ha annunciato la rimozione del logo “Visit Rwanda” dalle sue maglie, trasformando la sponsorizzazione in una partnership per lo sviluppo del calcio locale. Una revisione che riduce la visibilità contestata da una parte della tifoseria. Il Ruanda resta, per ora, sulle maglie del Paris Saint-Germain e dell’Arsenal.

Ospitare i Mondiali di ciclismo per una settimana è stato però un passo in avanti storico. La punta di diamante di strategia che punta a fare dello sport uno strumento di sviluppo economico e promozione turistica (non a caso si parla di un audace progetto per ospitare un Gran Premio di Formula 1). C’è però qualcosa che non va.

Volare in Ruanda non è stato certo economico, sia per i pochi voli che collegano Kigali al resto del mondo, sia per le ampie distanze che le varie delegazioni saranno costrette a coprire. Per questo parteciperanno meno atleti e tanti big hanno già declinato l’invito. Ultima notizia quella degli Stati Uniti che dovranno rinunciare a praticamente tutti i big, e quella della Danimarca che (senza Vingegaard) non parteciperà a nessuna prova a cronometro.

Questa rassegna iridata potremmo vederla da due prospettive. La prima è quella di crescita di un Paese che ha subito nel corso degli anni ’90 uno dei più terribili genocidi della storia e che ora vuole mostrarsi al mondo in tutte le proprie bellezze. Il ciclismo, dunque, come vetrina in tutto il mondo e segnale importante per l’intera Africa che sta alzando finalmente la testa. La seconda è invece quella legata alla guerra e tutto ciò che ne concerne, con il nostro amato sport “complice” della situazione.