La notizia che anche l’ultima tappa della Vuelta (la Alalpardo-Madrid di 108 chilometri) sia stata fermata (e conseguentemente annullata) per via delle proteste dei manifestanti pro-Palestina, non è solo un episodio di cronaca sportiva ma un segnale inquietante per il futuro del ciclismo. L’immagine del gruppo costretto a rallentare, dei corridori disorientati e degli organizzatori in difficoltà resterà infatti impressa nei nostri occhi come simbolo di un equilibrio sempre più fragile tra sport, società e politica...
...............
Ami il ciclismo? Vuoi leggere questo articolo e tutti i contenuti esclusivi di quibicisport.it? Aderisci alle offerte EXTRA di Bicisport cliccando qui.
Se sei già abbonato clicca qui per accedere














