La fine dell’era Thomas: tra successi e battute d’arresto di Geraint da Cardiff

Dopo essere diventato professionista nel 2007, Geraint Thomas ha lasciato il professionismo al Tour of Britain che lo ha celebrato con un arrivo nella sua Cardiff (Photo credits a.s.o./charly lopez)
Tempo di lettura: 5 minuti

Quando ha passato l’ultimo traguardo al Tour of Britain, l’applauso per Geraint Thomas è diventato ancora più forte. Per l’ultima volta si è fermato dai massaggiatori che ha visto una volta del Team Sky diventare della Ineos, e non ha preso nessuna bevanda rigenerante ma si è piegato sul manubrio e ha pianto sotto gli occhiali.

Cosa può passare nella mente in un momento del genere? Tutto e niente, tristezza e felicità, paura del futuro e voglia di abbracciarlo. Ciò che dà la forza a molti corridori di abbandonare il professionismo è la consapevolezza di essersi persi alcune tappe della vita dei loro figli. Con un conto in sospeso, da ciclisti-papà diventano papà che vanno in bici, e allora dedicarsi ai loro piccoli diventa più importante che correre in bici. «Non so cosa farò – diceva già un mese fa – Quel che conta è non perdermi più compleanni, feste… Voglio esserci per la mia famiglia, ho perso troppo in questi anni».

I successi

Delfinato
La vittoria di Geraint Thomas nella 5ª tappa del Giro del Delfinato 2021 è il suo ultimo successo (foto: A.S.O./FabienBoukla)

Per ritrovare la sua ultima vittoria di tappa bisogna tornare indietro fino al 3 giugno 2021 al Giro del Delfinato, per l’ultima classifica generale basta il 19 giugno 2022 al Tour de Suisse.

Nella sua lunghissima carriera (è diventato professionista nel 2007 con la Barloworld e dal 2010 è entrato nel Team Sky per non cambiare più, ndr) ha partecipato a 22 grandi Giri e preso parte a 21 classiche. Le vittorie? 25 in totale, di cui 10 classifiche generali, 5 cronometro e 4 corse da un giorno. Senza scordarsi che dal 2022 al 2024 è andato a podio in un Grand Tour: terzo alla Boucle 2022, secondo al Giro 2023 e terzo nel 2024. Aveva 36, 37 e 38 anni compiuti.

Geraint Thomas ha anche ottenuto diversi successi in pista, tra cui due titoli olimpici e tre mondiali nell’inseguimento a squadre (Foto da Instagram @geraintthomas86)

Oltre alle vittorie su strada, il gallese ha ottenuto diversi successi e medaglie anche su pista, risultando di fatto quasi un “precursore” della multidisciplina che vediamo così spesso nel ciclismo di oggi. Nel suo palmares ci sono due ori olimpici nell’inseguimento a squadre (Pechino 2008 e Londra 2012), e sei medaglie mondiali: tre ori nell’inseguimento a squadre (2007, 2008, 2012, a cui si aggiunge anche l’oro conquistato da junior nello scratch) e due argenti, uno nel 2006 nell’inseguimento a squadre e uno nel 2012 nell’americana. Sempre nell’inseguimento a squadre, suo cavallo di battaglia, si segnala anche un oro europeo conquistato nel 2011.

Le battute d’arresto

Le vittorie sono state tante, ma purtroppo Geraint Thomas ha subito anche diverse battute d’arresto. Il primo, grande, incidente è avvenuto molto lontano da casa. A Sydney, mentre si allenava per la Coppa del Mondo su pista, notò che dalla bici di chi lo precedeva si stava staccando un pezzo di metallo che non riuscì ad evitare. Lo penetrò nell’addome e gli causò un’emorragia interna più la rottura della milza, poi asportata.

Il Tour de France del 2013, invece, iniziò subito male perché cadde nella prima tappa rompendosi il bacino. In qualche modo Geraint Thomas arrivò fino alla tappa 21, accompagnando Chris Froome verso la vittoria della sua prima maglia gialla.

Il Tour del 2018…

Nel 2018 il Team Sky è salito sul podio finale del Tour de France con Geraint Thomas sul gradino più alto e Chris Froome su quello più basso (Photo : Yuzuru SUNADA)

Nel 2018, il britannico con scritto Nairobi sulla carta d’identità, avrebbe dovuto tentare la doppietta con il Tour de France dopo aver vinto il Giro d’Italia. Le intenzioni erano buone, se non che cadde nelle prime fasi accumulando subito un ritardo che riuscì comunque a mantenere sotto controllo.

Il Team Sky (sarebbe stato l’ultimo Tour con quel nome prima di diventare Team Ineos nel 2019, ndr) vide però un’ottima alternativa in Geraint Thomas, fresco vincitore del Giro del Delfinato e prima terzo alla Tirreno-Adriatico e secondo alla Volta ao Algarve.

Nell’undicesima tappa, quella di La Rosière, Thomas vince con 20” su Doumulin e va a vestire la maglia gialla che terrà fino alla fine. Sul podio, al terzo gradino, salì comunque anche Froome. Il gallese raccontò di aver capito l’importanza di vincere il Tour de France solo qualche tempo più tardi, quando in vacanza negli Stati Uniti venne riconosciuto.

… E il Giro del 2023

Geraint Thomas in azione durante la cronoscalata del Monte Lussari, 20esima tappa del Giro d’Italia 2023 (foto: LaPresse)

Il rimpianto più grande che può avere Thomas, probabilmente, è quello di aver perso il Giro d’Italia 2023 alla penultima frazione. Aveva preso la maglia rosa a Viareggio, alla fine della decima tappa. L’aveva ceduta a Bruno Armirail per la 14ª e la 15ª per poi riprenderla e tenerla fino al giorno della cronometro sul Monte Lussari dove era arrivato con un margine di 26” su Primoz Roglic. Incoraggiante? Abbastanza, ma non poteva immaginare la cattiveria con cui lo sloveno avrebbe affrontato quella tappa.

Anche Primoz Roglic aveva perso un grande Giro per una cronometro al penultimo giorno. Nel 2020 a La Planche des Belles Filles un certo Tadej Pogacar gli aveva inflitto un durissimo colpo, strappandogli la maglia gialla che ormai sembrava ben salda alle sue spalle. Sul Monte Lussari niente da fare per Geraint Thomas. Il verdetto è stato più che chiaro: aveva perso il Giro d’Italia.

E adesso?

Thomas
Geraint Thomas in una foto d’archivio ai mondiali di Glasgow. Dopo la carriera in sella, potrebbe rimanere nella Ineos con un ruolo manageriale

Non c’è certezza, ancora, su cosa farà Geraint Thomas appena sceso dalla bici. Non ci sono ancora annunci ufficiali ma già da diverso tempo anche lui stesso dice che Ineos gli ha proposto di rimanere in squadra, con un altro ruolo.

«L’idea è quella di poter lavorare a stretto contatto con Dave Brailsford e imparare da lui – aveva detto alla BBC qualche settimana fa – Ho molta conoscenza per quanto riguarda la prestazione fisica, la preparazione e tutto il resto. Ma dall’altro lato, quello manageriale, no e vorrei cercare di imparare il più possibile».