
Giorni intensi anche per Marco Velo, il commissario tecnico della nazionale femminile che a Kigali, in Ruanda, avrà l’onere e l’onore di guidare una delle favorite per la conquista della maglia iridata: Elisa Longo Borghini. Già terza nel Limburgo nel 2012, a Imola nel 2020 e a Zurigo un anno fa, la piemontese della Uae Adq ha davanti a sé un’altra grandissima occasione per centrare quel successo che coronerebbe una carriera già di per sé indimenticabile. Il percorso, tra l’altro, le si addice particolarmente, essendo lei una scalatrice potente e tatticamente spregiudicata. Sarà lei a guidare le sette azzurre di Velo. Già, ma chi ci sarà al suo fianco? Viene naturale immaginare Silvia Persico, terza a Wollongong nel 2022 e ormai compagna fidata di Longo Borghini già nella squadra di club. Difficile, poi, non pensare a due senatrici come Soraya Paladin ed Elena Cecchini. Paladin, trentadue anni, è una delle italiane più affidabili e sui percorsi impegnativi si è sempre ben comportata. Cecchini, che di anni ne ha trentatré, non ha bisogno di presentazioni: è una delle registe più qualificate e può sopperire con l’esperienza e l’intelligenza tattica alle asprezze di un tracciato che forse non le è propriamente congeniale.

Sempre pescando dall’organico della Uae Adq, ecco altre tre atlete arruolabili: Sofia Bertizzolo, quinta al Giro di Polonia; Eleonora Camilla Gasparrini, talentuosa ventitrenne che quest’anno ha chiuso sesta alla Het Nieuwsblad, quarta alla Freccia del Brabante e quinta al campionato italiano; ed Erica Magnaldi, decima al Romandia. Sembra inevitabile anche la presenza di Barbara Malcotti, tredicesima al Tour dopo aver chiuso ottava al Giro, mentre più incerta appare quella di Monica Trinca Colonel, ritiratasi prima dalla gara italiana e poi da quella francese: ma i risultati della prima metà di stagione, dall’ottavo posto alla Liegi al secondo nella prova tricolore passando per il settimo nella classifica generale della Vuelta, tracciano il profilo di una scalatrice di assoluto valore.

Difficilmente ci sarà Vittoria Guazzini: rientrata alle gare dopo la brutta caduta al campionato italiano, la toscana della Fdj-Suez non sarebbe tuttavia a suo agio su un tracciato così esigente come quello africano. Assenze a questo punto obbligate, ma pur sempre pesanti, quelle di Marta Cavalli e di Gaia Realini, due delle più brillanti grimpeur azzurre del recente passato: la cremonese non ha mai ingranato nonostante il trasferimento alla Picnic PostNL, l’abruzzese invece ha vissuto la prima annata storta della sua giovane carriera dopo i tanti e brillanti piazzamenti delle passate stagioni. Per la prima prova in linea della storia riservata alle Under 23, infine, l’unico posto a disposizione dovrebbe essere appannaggio di Eleonora Ciabocco, ventunenne marchigiana che dopo il terzo posto al campionato italiano delle elite ha chiuso quinta, una settimana fa, nella classifica generale del Tour de l’Avenir.












