Ciccone capitano, Caruso regista, Pellizzari per il futuro: su chi punterà Villa al mondiale?

Ciccone
Giulio Ciccone è tornato alla Vuelta dopo la vittoria a San Sebastian e nel mirino c'è il mondiale in Ruanda
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L’idea originaria, quella di considerare non più di cinque corridori, dev’essere cambiata nelle ultime settimane, quando Giulio Ciccone ha vinto a San Sebastian staccando tutti e Antonio Tiberi ha chiuso il Giro di Polonia con un convincente secondo posto. Così, come confermato dalla stessa Federazione, gli azzurri su cui Marco Villa potrà contare per la prova in linea del mondiale in Ruanda saranno otto. Un investimento importante ma doveroso, che trova la sua giustificazione soprattutto nelle garanzie che Ciccone sta fornendo da un paio d’anni a questa parte: sei vittorie dal 2023, il terzo posto al Lombardia del 2024, il secondo alla Liegi quattro mesi fa e una Vuelta di cui, almeno per adesso, è tra i protagonisti. Nelle gare vallonate di un giorno, adesso l’abruzzese viene subito dopo i due migliori interpreti della materia, vale a dire Pogačar ed Evenepoel. È giusto, quindi, metterlo nelle migliori condizioni di esprimersi, costruendo una nazionale solida e affidabile.

Damiano Caruso, 37 anni, al Giro d’Italia 2025 (@BHRVictorious)

Il metronomo ideale, come riconosciuto dallo stesso Villa, sarebbe Damiano Caruso, vincitore di una tappa alla Vuelta a Burgos ma purtroppo alle prese con una rocambolesca e sfortunata frattura alla mano che gli ha impedito di prendere il via della Vuelta. Un confronto più preciso tra il cittì e il siciliano della Bahrain ci sarà all’inizio della prossima settimana, ma non essendo l’infortunio così grave ci sono ottime possibilità che Caruso possa indossare la maglia azzurra. La sua presenza sarebbe fondamentale sia per trasmettere serenità e professionalità ad un ambiente parzialmente giovane che ha bisogno di crescere in vista dei prossimi due mondiali anch’essi riservati agli scalatori (Montréal 2026 e Alta Savoia 2027), sia perché uomo fidato di Tiberi, a tutti gli effetti il luogotenente di Ciccone. Villa tiene il laziale in forte considerazione, ma gli farebbe piacere vederlo misurarsi più spesso nelle prove di un giorno: nel 2024 arrivò al mondiale di Zurigo con solo la Liegi nelle gambe, quest’anno invece ha preso parte solo alla classica di San Sebastian. Troppo poco, per il talento di cui dispone.

Nell’ottica di inserire uno o due attaccanti in un’azione da lontano, Andrea Bagioli e Lorenzo Fortunato tornano comodi. Il primo, secondo al Lombardia nel 2023, ci aveva già provato lo scorso anno (tuttavia esagerando) provando a tenere la ruota di Pogačar quando lo sloveno scattò. Sesto alla Liegi e due volte terzo di tappa al Giro di Polonia, Bagioli ha già dimostrato un’ottima intesa con Ciccone sulle strade della Vuelta e può rivelarsi una pedina preziosa. Stesso discorso per Fortunato, miglior scalatore del Giro e decisamente più battagliero nel piglio da quando ha smesso di logorarsi inutilmente per un piazzamento anonimo nelle classifiche generali delle grandi corse a tappe. Ma il nome più suggestivo della spedizione azzurra dovrebbe essere quello di Giulio Pellizzari, in prospettiva lo scalatore italiano più promettente, ventunenne tanto brillante quanto spregiudicato. Villa vuole farlo debuttare nel mondiale dei professionisti così da permettergli di prendere le misure con gli sforzi, le dinamiche e le responsabilità che gli toccheranno in futuro.

Pellizzari
Giulio Pellizzari, 21 anni, in azione ai mondiali di Zurigo dello scorso anno tra gli Under 23. Il marchigiano, in Ruanda, debutterà con la maglia azzurra dei professionisti?

Per completare la nazionale, guadagnano sempre più credito le candidature di Mattia Cattaneo e di Matteo Sobrero, due passisti-scalatori che nella prova in linea terrebbero Ciccone il più coperto possibile dopo aver fornito, qualche giorno prima, il loro contributo decisivo nella staffetta mista, specialità in cui la Federazione tira a conquistare una medaglia. Ad oggi, sono i due nomi che convincono meno: Cattaneo, per quanto esperto e affidabile, non si è ancora rimesso in evidenza dopo il ritiro dal Tour; Sobrero, invece, ha chiuso terzo nella classifica generale del Giro di Polonia, ma la brutta caduta nella cronosquadre della Vuelta potrebbe aver lasciato il segno rendendo più complicato l’avvicinamento alla rassegna iridata.

A Kigali non ci sarà Filippo Ganna, la cui presenza pare ormai certa nella cronometro degli europei, un’altra rassegna che chiamerà allo scoperto gli uomini più resistenti e per la quale Villa sta pensando di allestire un gruppo simile per caratteristiche ma differente per cognomi rispetto a quello dei mondiali. Atleti come Scaroni, Frigo, Velasco, Zana e Ulissi, se non dovessero venire coinvolti per il Ruanda, saranno sicuramente tra i primi che il commissario tecnico proverà a coinvolgere per la sfida continentale che si terrà dal primo al cinque ottobre in Francia, nei dipartimenti della Drôme e dell’Ardèche.