Quel trionfo di pubblico nei giorni italiani della Vuelta

Pellizzari
Giulio Pellizzari firma autografi ai tantissimi tifosi che hanno accolto la Vuelta in Piemonte
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La Vuelta di Spagna corre verso Madrid dopo essersi lasciata alle spalle la grande partenza dall’Italia. Per la prima volta nella sua storia infatti la “corrida” spagnola è salpata dal nostro paese con il grande pubblico del Piemonte che ha affollato le piazze di partenza e di arrivo delle prime quattro frazioni (tre interamente pedalate sul territorio del nostro Belpaese) di una sfida entrata subito nel vivo con il favorito Jonas Vingegaard in maglia rossa già dal secondo giorno e con il nostro Giulio Ciccone nei panni di principale antagonista del campione danese.

Venaria Reale, Torino, Novara, Alba, Limone Piemonte, San Maurizio Canavese, Ceres e Susa. In ogni località di partenza, in ogni piazza, lungo le strade interessate al passaggio della corsa ed in ogni traguardo finale è stata una festa di pubblico che ha risposto, con il calore e la passione di sempre (oltre le più rosee aspettative), al forte richiamo della carovana e dei campioni del grande ciclismo. Ecco il ciclismo che piace alle gente e che riaccende a bordo strada l’amore che il pubblico ha sempre nutrito per questo sport.

I giorni della Vuelta piemontese ci hanno riempito il cuore confermandoci quanto siano profonde le radici del nostro amato sport. Ma come tutte le radici anche quelle del ciclismo vanno annaffiate, coltivate, amate. La regione Piemonte (non nuova ad investire in modo importante nel movimento ciclistico promuovendo ed ospitando il Giro d’Italia, il Tour de France ed oggi, come detto, la Vuelta) è un esempio che ci fa capire che lavorando con una progettualità seria e competente i risultati arrivano. Ma il ruolo principe, e non solo da questo punto di vista, spetta alla Federazione dalla quale è doveroso aspettarsi un impegno più forte sia a livello di crescita e tutela della base che a livello di promozione di uno sport che merita più spazio e più garanzie.

Nei giorni della Vuelta salpata dal Piemonte abbiamo visto tanti bambini affollare le partenze e gli arrivi di tappa. Un allegro e festoso “branco” di giovani appassionati in cerca dei loro beniamini da poter toccare con mano (Ganna e Pellizzari i campioni più applauditi e ricercati per un autografo o per l’immancabile selfie) e magari, un giorno, da poter emulare. Disperdere un capitale così importante più che un errore imperdonabile sarebbe un vero e proprio suicidio.