Nella terza tappa del Tour de Pologne, quella neutralizzata, Lorenzo Milesi era andato all’attacco con Diego Ulissi riprendendo l’unico fuggitivo della giornata rimasto, O’Brien. Quando Lang si è sporto dall’auto per fermarli, Milesi è apparso decisamente contrariato. Con un vistoso gesto del braccio aveva dimostrato il disappunto e ancora oggi, dopo la quarta tappa, dice: «Certo che mi sono arrabbiato, decisamente sì. Sono rientrati come niente fosse almeno venti corridori che erano staccati anche dal gruppo».
Quello che muove Lorenzo Milesi è sicuramente la determinazione e la fame di vittoria. Lo ricordiamo da dilettante, il campione del mondo Under 23 a Stirling appena due anni fa, e lo rivediamo sulle strade polacche del Tour de Pologne. Lui, Milesi, quando ha un’occasione la sfrutta e così, dopo non esserci riuscito nella terza frazione, ha riprovato a cercare il successo nella quarta tappa per il secondo giorno consecutivo.
«Sapevo che in volata non avrei avuto scampo, la mia unica occasione sarebbe stata anticipando e così ho fatto. Poi, però, ci hanno preso a un paio di chilometri dall’arrivo. In realtà oggi dovevamo correre per Gaviria, è il nostro uomo per le volate. Ma durante la tappa ci ha detto che non stava bene, che non aveva la gamba buona».











