Ci sono corridori, come Remco Evenepoel, che sanno essere divisivi per via del loro atteggiamento, di certe risposte alla stampa, del comportamento in corsa. Poi ce ne sono altri con cui è impossibile scontrarsi, fosse anche solo per la sfortuna che li perseguita o per l’umiltà con cui mascherano il proprio (enorme) talento. Corridori come Wout van Aert, Primoz Roglic. O Julian Alaphilippe, che anche a questo Tour de France sta lasciando il cuore (e un po’ di ossa) sull’asfalto.
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