Giro d’Italia, le salite di oggi: Carbonare, Candriai, Passo di Santa Barbara e San Valentino di Bretonico

Un gruppo di corridori in salita (foto: A.S.O./Thomas Maheux)
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Il San Valentino di Brentonico è per la prima volta traguardo di tappa nella storia del Giro d’Italia. Vanta già due presenze nella corsa rosa, ma in entrambe le occasioni è stato soltanto luogo di passaggio. Il tappone di oggi sfiora i 5.000 metri di dislivello totale. Sarà preceduto dal Passo di Santa Barbara, affrontato però dal versante meno ostico. Nel menù anche La Fricca e il “mezzo Bondone”.

CARBONARE / LA FRICCA – Il traguardo del GPM della prima salita della tappa odierna sarà posto a Carbonare, ma la salita proseguirà, seppur con pendenze modestissime (2%), per altri 3 chilometri, sino a La Fricca, toponimo con il quale veniva identificato in passato lo scollinamento sulle cartografie ufficiali del Giro. Mentre oggi Carbonare / La Fricca viene scalata dal versante vicentino, nelle prime due occasioni in cui fu affrontata dal Giro d’Italia si salì da Pergine Valsugana, lato trentino. Il battesimo avvenne nel 1970, nel corso della tappa Rovereto-Bassano del Grappa, monotona, priva di emozioni. Il fiammingo Emile Cambré, del team italo-belga Hertekamp-Magniflex, fu protagonista di una lunga fuga solitaria, peraltro sotto il controllo del gruppo, e transitò in testa al GPM della Fricca. Quel giorno i belgi furono grandi protagonisti: con una tripletta all’arrivo, dove Godefroot che precede i connazionali Reybrouck e Sercu, e con Merckx in maglia rosa.

Nel 1972 fu lo spagnolo Santiago Lazcano, compagno di squadra di “Tarangu” Fuente, a conquistare La Fricca, precedendo Marcello Bergamo. Mancavano 45 chilometri al traguardo della Solda-Asiago, terzultima tappa del Giro, e doveva essere ancora scalato il Passo Vezzena, sul quale transitò in testa Merckx, in maglia rosa. Il successo di giornata andò poi a Roger De Vlaeminck, che regolò un folto plotone di 35 corridori. Piazze d’onore per Lasa e Swerts.

La Fricca resta tabù per gli italiani. Al terzo passaggio, nel 2015, è Beñat Inxausti, un altro basco, come Lazcano, a svettare al comando. Precede Visconti e il russo Zakarin. Stavolta è una giornata trionfale per gli spagnoli. La Marostica-Madonna di Campiglio è vinta da Mikel Landa, che anticipa il russo Trofimov, mentre Contador (3°) conserva la maglia rosa, conquistata il giorno prima, al termine della cronometro di Valdobbiadene.

CANDRIAI – Candriai è il cosiddetto “mezzo Bondone”. Oggi l’ascesa alla montagna che sovrasta Trento si interromperà dopo 10,5 chilometri, quando, superato il traguardo del GPM, verrà imboccata la breve discesa per Vigolo Baselga per andare ad affrontare gli 87 chilometri finali di una durissima tappa. Non è la prima volta che il Giro d’Italia limita l’ascesa ai 966 metri di Candriai. Avvenne anche nel 1972. Il mezzo Bondone fu scalato nel corso della Asiago-Arco, la prima delle due semitappe della penultima giornata del Giro. Il percorso prevedeva anche il Pian delle Fugazze, il valico posto sulle pendici del Pasubio. A Candriai transitò in testa Wladimiro Panizza, poi la frazione si risolse in volata con il successo di Roger De Vlaeminck su Dancelli e Lasa. La breve cronotappa pomeridiana venne vinta da Eddy Merckx, che il giorno dopo conquistò a Milano il suo terzo Giro d’Italia. Il Bondone non fu scalato per intero anche nelle edizioni del 1956, nel giorno della famosa tormenta di neve e del trionfo di Charly Gaul, e del ’57, quando ad imporsi a sorpresa fu il velocista spagnolo Poblet. La strada che portava alla sommità non era ancora transitabile ed in entrambe le occasioni il traguardo fu posto a Vaneze (m. 1310).

PASSO DI SANTA BARBARA – Dopo Candriai sarà affrontata anche la facile salita di Vigo Cavedine, che non sarà però valida per il GPM. Sarà poi la volta del Passo di Santa Barbara, che vanta già tre presenze nella storia del Giro d’Italia. E’ un’ascesa scoperta di recente. Il suo debutto avvenne nel 2001, con la scalata dal versante di Loppio e, quindi, con il terribile passaggio al 19% a Ronzo Chienis. Lo spagnolo Unai Osa precedette in vetta la maglia rosa Simoni e Frigo. Fu quella una giornata rovinata dal deprecabile episodio che vide Vladimir Belli sferrare un pugno ad un esagitato tifoso di Gilberto Simoni. La vittoria di tappa (Cavalese-Arco) andò al colombiano Carlos Contreras. Belli si classificò al 2° posto, ma venne poi escluso dal Giro con un provvedimento della giuria.

Nel 2002 fu scelto il versante di Arco. Sul valico transitò in testa Perez Cuapio, con Tonkov a ruota. Il plotoncino con la maglia rosa Evans e i big accusò un ritardo di 1’22”. Il messicano andò poi in crisi, mentre Tonkov resistette sino al traguardo di Passo Coe, dove precedette di 2’11” Savoldelli, che a sua volta conquistò la maglia rosa, sfilandola all’australiano Evans che, vittima di una clamorosa crisi, perse oltre 17 minuti e scivolò dal 1° al 15° posto della classifica.

Due anni fa quella del Santa Barbara fu la prima asperità del tappone che terminava sul Monte Bondone. A scollinare in testa fu l’irlandese Ben Healy Al traguardo enplein di Gerraint Thomas, che conquistò tappa e maglia rosa, precedendo di 18” Almeida e di 25” Roglič. L’inglese rimase in testa alla classifica per quattro giornate, poi fu costretto a cedere definitivamente la leadership a Roglič al termine della cronotappa del Monti Lussari.

SAN VALENTINO – La prima incursione del Giro d’Italia sul San Valentino di Brentonico risale al 1995. Fu affrontato da Avio nel corso della 13ª tappa, Pieve di Cento-Rovereto (km 218). Al GPM, posto a 45 chilometri dal traguardo, transitò al comando la maglia verde Mariano Piccoli davanti allo svizzero Richard (che poi vinse la tappa in volata sul colombiano Rincòn) e a Guerini. Fu Geoffrey Bouchard a transitare in testa, invece, nell’edizione del 2021. Anche in quell’occasione, dal San Valentino, scalato sempre da Avio, all’arrivo mancavano una quarantina di chilometri. Già saldamente al comando della classifica degli scalatori, il francese dell’AG2R precedette al GPM l’irlandese Daniel Martin, che si sarebbe poi imposto per distacco (2° Almeida a 13”; 3° Simon Yates a 30”) al termine della durissima salita finale di Fittanze della Sega.

Oltre che dal Giro d’Italia, il San Valentino è stato scalato nel 2011 dall’ormai estinto Giro della Padania nel corso della quarta frazione, vinta per distacco da Ivan Basso, mentre nel 2023 fu proprio arrivo di tappa al Tour of the Alps: il successo andò al tedesco Leonard Kämna, che anticipò di pochi secondi Vlasov, Cepeda e il leader della classifica Hart Geoghegan.