Giro d’Italia, le salite di oggi: San Pellegrino in Alpe, Toano e Pietra di Bismantova

Casagrande
Francesco Casagrande sul podio con sua figlia Camilla dopo la vittoria a San Pellegrino in Alpe
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Nell’odierna tappa transappenninica il Giro d’Italia torna dopo 25 anni di assenza sulla temutissima Alpe di San Pellegrino. Lo scollinamento è posto lontano dal traguardo, esattamente a metà percorso. La lunghissima discesa verso la valle del Secchia potrà favorire il rientro di chi perderà le ruote dei primi sulle durissime rampe che portano al crinale e che toccano punte del 20%. A movimentare il finale le salite, peraltro molto pedalabili, di Toano e della Pietra di Bismantova.

SAN PELLEGRINO IN ALPE – Oggi il Giro d’Italia scalerà per la quarta volta nella sua storia il San Pellegrino in Alpe. L’ultimo passaggio avvenne nel 2000, nel corso della tappa Prato-Abetone (144 chilometri) dominata da Francesco Casagrande, in una giornata che vide il clamoroso crollo di Marco Pantani. Fu proprio sulle durissime rampe del San Pellegrino in Alpe che il toscano iniziò l’assolo decisivo che lo portò alla conquista della maglia rosa. La selezione fu nettissima. Allo scollinamento, Casagrande aveva già un cospicuo vantaggio su Di Luca, Simoni, Garzelli, Tonkov e tutti i migliori tranne Savoldelli e il Pirata. Al traguardo finale dell’Abetone il gruppo dei big venne cronometrato a 1’39”. Savoldelli pagò 3’43”. Pantani, 26° a 6’54”, uscì di classifica. Con lui anche la maglia rosa, lo spagnolo Gutiérrez, costretto a lasciare allo scatenato Casagrande il simbolo del primato. Il toscano resisterà in testa alla classifica fino alla partenza della penultima tappa, la decisiva crono del Sestriere, al termine della quale la cederà definitivamente a Stefano Garzelli.

La prima assoluta del San Pellegrino in Alpe risale però al 1989. Per la sue pendenze da brivido era attesissima, ma fu una vera delusione. Inserita nel percorso della tappa La Spezia-Prato ((216 chilometri), la penultima del Giro, la salita era molto distante dal traguardo (ai meno 120) e si rivelò innocua. Si sperava che tra Case Boccaia e il valico si scatenassero gli scalatori, in primis Herrera e Lejarreta, e che la maglia rosa Laurent Fignon venisse attaccato, magari da Hampsten, da Roche o da Giupponi, Chioccioli, Breukink o Lemond, ma nessuno ebbe il coraggio di aprire lo ostilità. Sul San Pellegrino in Alpe transitò in testa il belga Claude Criquiélion, ex campione del mondo, seguito a poca distanza dal gruppo dei migliori. La tappa venne poi vinta per distacco da Gianni Bugno, evaso nel finale.

Anche nel Giro d’Italia del 1995 sul San Pellegrino in Alpe regna la tregua tra i favoriti. Stavolta la temutissima salita appenninica è più vicina al traguardo, si spera sia più selettiva. Esattamente come oggi, è l’11ª tappa, Pietrasanta-Il Ciocco, con arrivo in salita, e dal San Pellegrino al traguardo ci sono soli 60 chilometri. Lo svizzero Tony Rominger è saldamente in maglia rosa, ma i suoi avversari, da Ugrumov a Berzin, da Chiappucci a Tonkov e Casagrande hanno il terreno per attaccarlo. Invece, come sei anni prima, regna la più assoluta tranquillità. Prendono il volo, allora, il colombiano Nelson Rodríguez, soprannominato Cacaíto, e il bresciano Enrico Zaina, che transitano nell’ordine al GPM del San Pellegrino. Guadagnano un buon vantaggio e si giocano la vittoria di tappa sulla salita finale del Ciocco, dove riuscirà ad imporsi il portacolori della Carrera. Rominger (6°) difende senza problemi la maglia rosa. Inatteso crollo di Lelli, Breukink, Jaskula e Cubino, che accusano pesanti ritardi ed escono di classifica.

TOANO – Toano, dove culmina la penultima salita della frazione odierna, ha un precedente nel Giro d’Italia femminile. Ospitò nel 2024 l’arrivo della terza tappa, vinta per distacco della neozelandese Niamh Fisher-Black. A 6” la campionessa del mondo Lotte Kopecky conquistò il secondo posto davanti alla francese Labous e alla nostra Longo Borghini.

PIETRA DI BISMANTOVA – Superata la breve risalita di Villa Minozzo (3 chilometri al 5% di pendenza media), peraltro non valida per il GPM, non resterà oggi che la dantesca Pietra di Bismantova, una novità assoluta per il Giro d’Italia, che fino ad oggi è stata affrontata soltanto da alcune cronoscalate amatoriali e da gare di mountain bike.