Primo arrivo in salita, prima tappa di montagna del Giro d’Italia che tocca gli Appennini nel suo lato abruzzese. Sfida diretta, dunque, tra gli uomini di classifica che hanno l’occasione di testare le proprie gambe e quelle degli avversari su un arrivo duro, ma non durissimo, dove qualcuno potrebbe anche pagare lo sforzo.
ROCCARASO – Roccaraso è un classico e storico luogo di passaggio del Giro. E’ stato talvolta anche traguardo di tappa. Cinque le occasioni in cui ha ospitato l’arrivo. Nel 1952 vinse Giorgio Albani, futuro direttore sportivo di Eddy Merckx, che regolò allo sprint Geminiani e altri quattro compagni di fuga. Nel 1976, con l’arrivo posto in località Aremogna, il successo arrise al toscano Fabrizio Fabbri. S’imposero poi il francese Bernard Hinault (1980), il belga Tim Wellens (2016, traguardo ad Aremogna) e il portoghese Ruben Guerreiro (2020, idem).
Roccaraso venne scalato dieci volte dal Giro d’Italia prima dell’istituzione del Gran premio della Montagna (dal 1909 al ‘32). L’idolo abruzzese Vito Taccone è il solo ad essere riuscito a realizzare una doppietta nel dopoguerra: in testa sia nel 1963 che nel ’69. Sono transitati al comando anche Molinar (1938), Zilioli (’70), Groppo (’92), il danese Worre (’88), gli spagnoli Aurelio González (1967) e Tondo Volpini (2010), l’eritreo Behrane (2018), Diego Rosa (2022) e Davide Bais (2023). .
VALICO DI FORCHETTA PALENA – Quest’anno da Forchetta Palena si transiterà subito dopo Roccaraso, percorrendo il versante pianeggiante, quindi allo scollinamento non verranno assegnati punti per la classifica degli scalatori. Così come avvenne in tutte le edizioni del Giro che salivano da Roccaraso. Nel 1956 la Forchetta Palena, posta a metà della tappa Pescara-Campobasso, ricca di saliscendi appenninici, fu conquistata da un nome illustre. Charly Gaul, in giornata di grazia, transitò al comando al GPM davanti a Monti e Buratti. Nel finale si liberò dei compagni di fuga sulla salitella di Vinchiaturo e s’impone con un vantaggio di 1’01” sull’olandese Wout Wagtmans e su Bruno Monti. Nel 1967 il Valico di Forchetta Palena non fu valido per il GPM. Era inserito nel percorso del tappone che si concludeva per la prima volta sul Block Haus. Fu in quell’occasionc ehe l’astro nascente Eddy Merckx vinse per la prima volta una tappa di un grande giro. Nel 1997 al passaggio da Forchetta Palena transitò in testa il colombiano “Chepe” González.
MONTE URANO – La salita di Monte Urano fu affrontata nel Giro d’Italia del 2005, tappa Celano-L’Aquila. Posta ad oltre 60 chilometri dal traguardo non si rivelò decisiva. Fu il venezuelano José Rujano a transitare al comando agli 845 metri del GPM. A vincere la frazione fu invece l’abruzzese Danilo Di Luca, che precedette Bruseghin e il colombiano Ardila Cano e nell’occasione sfilò la maglia rosa a Paolo Bettini.
VADO DELLA FORCELLA – Vado della Forcella, penultima salita della tappa odierna, si trova in prossimità di Ovindoli, paese dal quale il Giro d’Italia è transitato più volte, salendo però dal versante di Celano, mentre oggi la corsa lo raggiungerà praticamente in falsopiano. Nel 1971, ma non assegnò punti per la classifica degli scalatori. Nel 1985 fu primo in vetta Vittorio Algeri, nel 1990 Maurizio Vandelli, nel 1999 (Mariano Piccoli) e nel 2021 il francese Geoffrey Bouchard.
TAGLIACOZZO – A Marsia il Giro d’Italia arriva quest’anno per la prima volta. In passato è però transitato un paio di volte da Tagliacozzo, il paese dal quale prende avvio la salita che conclude la tappa di oggi. Il primo passaggio avvenne nell’edizione del 1951, durante la settima tappa, Terni-Roma. Si scalava, subito dopo, il Valico di Monte Bove. Lo stesso avvenne nel 1962, a metà della tappa Rieti-Fiuggi. Tagliacozzo veniva attraversata a metà percorso e subito dopo era prevista l’ascesa del Monte Bove. A 25 chilometri dal traguardo si saliva poi agli Altipiani di Arcinazzo.















