Giro d’Italia: Vacek, che va troppo forte anche per la maglia rosa

Vacek
Mathias Vacek sul palco delle premiazioni al Giro d’Italia 2025 (credit: LaPresse).
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Nell’istante in cui Mads Pedersen ha cominciato a perdere posizioni in gruppo, cioè dopo lo scatto di Primoz Roglic sulla breve ma ripida salita negli ultimi 2,5 chilometri, il programma da mettere in atto sembrava lampante: era Mathias Vacek il jolly vincente che avrebbe giocato la Lidl-Trek. Poi, essendo la maglia rosa un fuoriclasse assoluto del ciclismo, tutto è tornato in asse, come sta lì a dimostrare il risultato finale a Matera; ma vale comunque la pena soffermarsi su quel pesce pilota che, a giudicare dall’encomiabile lavoro svolto, gode di uno stato di forma a dir poco invidiabile.

Il 22enne con la maglia bianca di miglior giovane al Giro d’Italia è in una condizione talmente scoppiettante che sul finale di oggi pareva quasi che facesse fatica, sì, ma non a pedalare: a trattenersi. Come se il ritmo – già frenetico, nervoso, concitato, come del resto si addice a una volata – non fosse abbastanza per metterlo in difficoltà. Mulinava “col sigaro in bocca”, come si dice tra amatori. Tanto che il giovane rampollo della squadra statunitense non si è accorto subito delle difficoltà del proprio capitano: andava, andava e basta, assecondando un motore che avrebbe tranquillamente potuto disputare lo sprint in autonomia. In scioltezza.

Non appena la strada torna pianeggiante, riesce non solo a contrastare i tentativi di attacco avversari, ma anche a ridare la spinta che serve a Mads per rilanciarsi. Quando si dice “gregario di lusso”, si pensa un po’ a corridori come Mathias Vacek al Giro d’Italia 2025. E dire che il Giro ha quasi rischiato di saltarlo, dopo aver picchiato la testa in una brutta caduta alla Parigi-Roubaix. Controlli, nessuna commozione cerebrale, e via: l’Inferno del Nord lo ha portato a termine. Poi niente più rischi fino a Durazzo. Anche perché già alla Strade Bianche aveva abbandonato la corsa con il polpaccio incrostato di sangue e cinque punti a chiudere la ferita sul ginocchio.

Scorticature a parte. Guardandosi alle spalle, si potevano cogliere avvisaglie di una super condizione in questo 2025? Non particolarmente, o almeno non in termini di risultati, eccezion fatta per un incredibile esordio alla Volta a la Comunitat Valenciana: prima giornata di gara della stagione, una cronometro a squadre, un trionfo. Sappiamo però che non contano solo i piazzamenti per stabilire se e quanto un corridore sia in forma, soprattutto se parliamo di un gregario. Guardiamo allora al suo rendimento all’Omloop, il primo marzo: sulla carta è arrivato sedicesimo. Ma ad analizzare meglio la sua gara, si scopre che Mathias ha fatto segnare il miglior tempo sul Muur van Geraardsbergen, insieme a un certo Wout van Aert. Il ceco e il belga hanno impiegato 2 minuti e 21 secondi, battendo quindi di 1 secondo il tempo di Jhonatan Narvaéz.

Qui su Bicisport, due giorni fa, abbiamo riportato parole abbastanza emblematiche da parte di Pedersen: «Mathias Vacek è davvero straordinario. Questo ragazzo ha un grande futuro davanti. Farò tutto il possibile perché riesca a vincere una tappa qui: è una macchina, ha lavorato tantissimo per me durante le Classiche. Sono orgoglioso di avere un corridore così al mio fianco». Quando il tuo capitano – che non è esattamente l’ultimo arrivato – parla di te in questi termini, provi l’orgoglio di essere il compagno di squadra perfetto, certo, ma senti anche qualcosa nascere nella bocca dello stomaco: l’ambizione, la consapevolezza di poter fare di più. E in base a ciò che ha dimostrato finora, sarebbe lecito (per non dire giusto) iniziare a sognare in grande.

«Se non hai un compagno come Vacek davanti, non c’è molto che tu possa fare qui» ha ammesso uno stravolto Tom Pidcock, subito dopo essersi aggiudicato il terzo gradino del podio alle spalle di Edoardo Zambanini. Al suo terzo anno da professionista, dopo essersi fatto notare all’ultima Vuelta a España con due secondi posti, Mathias può cominciare a reclamare un po’ di spazio in casa Lidl-Trek. I tempi per accontentarlo sembrano definitivamente maturi.