
«Lunedì sera ero arrabbiato – ricorda adesso Lorenzo Nespoli – Il Giro del Belvedere era una di quelle corse a cui puntavo e sentendomi bene volevo provare a vincere. Però ho capito in fretta che non avrei goduto di molta libertà. Ad un certo punto ho anche provato a rientrare da solo su Finn, Omrzel e Schrettl: mi mancavano solo dieci secondi, ma non ce l'ho fatta a chiudere. A quel punto, altri corridori hanno cominciato a rinvenire su di me, tuttavia senza tirare. Così il vantaggio dei battistrada si è dilatato e io ho chiuso soltanto quattordicesimo»...
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