Jonas Vingegaard ha sorpreso il mondo del ciclismo adottando pedivelle da 150 millimetri, le più corte mai viste nel World Tour. Una scelta drastica rispetto ai 172.5 millimetri solitamente utilizzati in passato, osservata alla Volta ao Algarve 2025, competizione che ha conquistato con autorevolezza. La scelta di accorciare le pedivelle in ambito professionistico è un tema molto caldo. Campioni come Remco Evenepoel e Tadej Pogačar hanno già ridotto la lunghezza delle proprie pedivelle, ma mai in modo così estremo. Vingegaard ha compiuto un passo ulteriore, abbracciando una configurazione che potrebbe ridefinire nuovamente, soprattutto per il mondo professionistico, gli standard biomeccanici.
La lunghezza delle pedivelle è spesso associata alla capacità di generare coppia e potenza, ma gli studi dimostrano che la potenza totale dipende dall’equilibrio tra forza applicata e cadenza. Con pedivelle più corte, il movimento circolare della pedalata diventa più compatto, consentendo un aumento della cadenza senza sacrificare l’efficienza. Questo potrebbe spiegare la scelta del danese, che con un’azione più rapida e fluida potrebbe migliorare la gestione dello sforzo nelle fasi critiche di gara, soprattutto in salita e nelle accelerazioni improvvise.
Un altro aspetto determinante è l’impatto biomeccanico e aerodinamico. Le pedivelle corte permettono di ridurre l’angolo di chiusura dell’anca, migliorando la respirazione e l’efficienza muscolare, fattori cruciali per mantenere alte prestazioni in posizioni aggressive. Vingegaard è noto per il suo assetto estremamente aerodinamico sulla Cervélo S5, una bici scelta anche in tappe montuose nonostante la sua natura da aero bike. La riduzione della lunghezza delle pedivelle potrebbe quindi essere stata adottata proprio per ottimizzare questa posizione senza compromettere la capacità di esprimere potenza.
Un altro vantaggio delle pedivelle più corte è la riduzione dello stress su articolazioni e flessori dell’anca, diminuendo il rischio di infortuni e migliorando il recupero muscolare. Questo aspetto potrebbe essere stato valutato attentamente dal team di Vingegaard, considerando che il danese deve affrontare una stagione lunga e impegnativa con il Tour de France come obiettivo principale.
La particolarità di questa scelta è anche legata al fatto che Sram, fornitore del team, non produce ufficialmente pedivelle da 150 millimetri. È probabile quindi che si tratti di un prototipo personalizzato basato su modelli Apex o Rival AXS, in attesa di una versione definitiva in carbonio più leggera. L’adozione di componenti su misura non è nuova nel ciclismo professionistico, ma raramente si è vista una modifica così radicale in una componente chiave della trasmissione.
Se questa innovazione porterà vantaggi significativi lo scopriremo nel corso della stagione. Per ora, Vingegaard ha già dimostrato che la sua scelta non è solo una sperimentazione, ma un cambiamento mirato a migliorare le prestazioni.












