Una caduta negli ultimi 50 metri ha rovinato il sogno di Nicolò Garibbo. Il corridore in forze al JCL Team Ukyo era a circa 10 secondi da Louis Vervaeke, ormai involato verso la vittoria, quando stava facendo la volata per entrare in top10.
«Sarei arrivato tra i primi dieci – ci dice arrabbiato mentre un massaggiatore bagna la ferita sulla gamba – Ero a 50 metri dall’arrivo dopo una tappa di 200 chilometri e potevo ottenere un bel risultato».
Dopo la torrida giornata sulle strade di Oman, Garibbo non è riuscito a finire la corsa in sella alla bici. «Ci sono state due cadute – continua a spiegarci – Io ho cercato di evitare la prima, ma schivando le bici qualcuno mi ha toccato».
La caduta è stata piuttosto impressionante: si è visto un corridore con la maglia rossa volare in aria e sbattere contro le transenne, poi un membro del JCL Team Ukyo correre dove c’erano i ciclisti a terra. Per fortuna nessuno si è fatto male, ma molti sono stati coinvolti: Garibbo è stato uno degli ultimi ad alzarsi solo che la bici era rotta e, seppur abbia provato a finire gli ultimi 50 metri in sella, è dovuto scendere per proseguire a piedi.
«Poco tempo fa mi sono rotto il gomito, per istinto durante la caduta ho cercato di tenermi le braccia. Oramai sono abituato», conclude contrariato ma comunque abbastanza contento per aver ottenuto solo qualche taglio sul ginocchio da una caduta che poteva essere potenzialmente molto più disastrosa.













