Colnago: il V4Rs è l’emblema di leggerezza e reattività

Colnago V4Rs
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Colnago ha recentemente presentato una bicicletta che ha fatto molto parlare di sé. La Y1Rs è infatti un modello aerodinamico frutto di un approccio ingegneristico all’avanguardia da parte dei tecnici della casa del trifoglio. Ma per chi le proprie preferenze le destina ad una più classica allrounder, sicuramente il V4Rs rimane la scelta più indicata. Senza dimenticare che è la bicicletta di Pogacar…

Telaio da meno di 800 grammi

Una delle peculiarità del Colnago V4Rs è sicuramente il peso, ed è il motivo per il quale proprio Pogacar lo continuerà a preferire in alcuni frangenti, come pare sia già annunciato alla prossima Milano-Sanremo. Scelta apparentemente in controtendenza con la natura dell’Y1Rs, ma è anche in fondo un ragionamento molto pragmatico da parte del fuoriclasse sloveno.

La differenza in una corsa come quella potrà farla in salita (sul Poggio o anche prima…). Allora, nell’ottica dell’azione che per lui potrebbe essere decisiva, preferisce disporre di una bicicletta più leggera e più scattante possibile. Quindi il V4Rs.

Il telaio nasce come un affinamento della serie precedente, il V3Rs, con un peso di 798 grammi a cui si aggiunge la forcella da 375 grammi. I grandi affinamenti hanno riguardato l’efficienza aerodinamica, per quanto non sia la sua caratteristica specifica, grazie alla rivisitazione dell’area frontale (snellita) e della forcella.

Frutto di sessioni intense in galleria del vento che hanno coinvolto anche le strutture del Politecnico di Milano. E che poi sono state anche per così dire la base di sviluppo dell’Y1Rs e degli altri telai che vedremo in futuro.

Per la prima volta però, con il V4Rs, Colnago ha tenuto a battesimo la cosiddetta Real Dynamic Stiffness. Lo studio del posizionamento del carbonio, contestuale a quello delle sagome dei tubi, è andato a ottimizzare la risposta di due aree.

Quella frontale, chiamata in causa quando si pedala fuorisella, e quella del movimento centrale, quando si spinge a fondo da seduti. Sostanzialmente il V4Rs è rigido dove serve, nelle zone dinamicamente più coinvolte, mantenendo un peso estremamente basso.

Il carro posteriore è stato poi rinforzato e irrigidito, e si unisce al piantone con una sorta di “monostay”. Le taglie sono sette, con incrementi lineari di stack e reach per una posizione “race” ma senza esasperazioni e dalla grande guidabilità, visto l’angolo di sterzo maggiormente aperto rispetto al V3Rs.

Il telaio accoglie poi gomme sino a 32 millimetri di sezione, grazie soprattutto alla maggiore “luce” che viene garantita sia dai foderi frontali della forcella che da quelli rettilinei del carro.

Il manubrio CC.01

All’anteriore il Colnago V4Rs è compatibile con manubri e combinazioni di marchi esterni, ma esce di serie con il nuovo integrato, il CC.01. Ergonomico ma anche dalla forma estremamente snella, garantisce una superficie esposta all’aria che può arrivare ad essere minore anche del 16 per cento.

Sempre seguendo le tendenze attuali, la parte inferiore della zona bassa del CC.01 dispone di un flare di due centimetri verso l’esterno per ognuno dei due lati. Svasamento che fa il paio ad una presa sui comandi relativamente stretta.

In tutto ci sono 13 combinazioni, comprese tra le larghezze 37 e 43 centimetri (ogni 2 centimetri) e lunghezze di attacco da 80 a 130 millimetri. Per tutte il drop è di 122 millimetri e il reach di 80 millimetri.

A muoverlo c’è la serie sterzo CeramicSpeed, una garanzia il tal senso. Mentre il movimento centrale è T47 con le calotte per l’inserimento dei cuscinetti avvitate al telaio. Soluzione che Colnago ha già usato di recente e che, per motivi anche di praticità, è stata modificata per favorire la praticità in termini di setup.

Il listino del Colnago V4Rs

Sette allestimenti e anche il kit telaio compongono l’offerta per il Colnago V4Rs. Partiamo dal basso con le due varianti più economiche, con Sram Force AXS o Shimano Ultegra Di2, e ruote Vision SC45 a 8.450 euro.

Un “primo prezzo” che strizza l’occhio a chi poi vuole effettuare un upgrade sulle ruote, oppure già dispone di un modello di altissima gamma. Lo stesso set di Vision, un modello da 1.590 grammi il set, lo troviamo anche in due allestimenti con Sram Red AXS o lo Shimano Dura Ace Di2, a 10.700 euro.

Colnago
Il Colnago V4Rs allestito con Shimano Dura Ace Di2 e ruote Shimano C50

Continuando a salire, a 11.500 euro c’è l’allestimento con Shimano Dura Ace Di2 e ruote C50, sempre di Shimano. La versione del team, completata in questo caso dalle ruote Enve WS Ses 3.4 costa 12.700 euro.

In cima alla lista un setup tutto italiano, con Campagnolo Super Record WRL e ruote Campagnolo Bora Ultra WTO 45 a 14.400 euro. Altrimenti, per chi vuole allestirselo per conto suo, c’è anche il kit telaio che comprende anche il manubrio e costa 5.350 euro.

Per informazioni: www.colnago.com