Presente alla cerimonia di presentazione del Giro d’Italia 2025 a Roma, Davide Cassani ha osservato con attenzione il percorso delle ventuno tappe, giungendo ad una conclusione decisa. «Sarà un crescendo. Si parte forte, poi una seconda settimana più tranquilla, per poi finire sulle Alpi con delle giornate che taglieranno le gambe dei corridori».
Ma procediamo con ordine e partiamo dalla primissima settimana, anzi dalle tre tappe in Albania che tutti dicono essere particolarmente impegnative e da non sottovalutare. «Sicuramente ci sono delle insidie, ma sappiamo bene che gli uomini di classifica non si faranno vedere. L’importante sarà tenersi lontano dai guai, ma sia a Tirana sia a Valona, prevedo l’arrivo di un gruppetto di 40-50 corridori, non di meno».
In un contesto simile come non pensare a Wout Van Aert, che farà il suo esordio al Giro d’Italia proprio quest’anno. «Considerando anche la cronometro del secondo giorno, specialità in cui è uno dei migliori al mondo, e le prime tappe in Italia a Lecce, Matera e Napoli, il belga della Visma-Lease a Bike potrebbe conquistare e tenere la maglia rosa anche per sei giorni».
Tagliacozzo rappresenta il primo arrivo in salita. Una salita non impossibile, ma che vede nei suoi ultimi tre chilometri pendenze importanti anche al 9-10%. Primo banco di prova? Cassani è sicuro. «Direi di sì, ma nulla di trascendentale. Certo non mi aspetto distacchi enormi. Qualcuno può guadagnare una decina di secondi su un rivale, ma più o meno se la giocheranno i migliori in una volata ristretta. Andare in difficoltà qui, però, potrebbe lanciare un segnale molto negativo». I muri marchegiani e lo sterrato senese chiuderanno la prima settimana. «Attenzione, i saliscendi dei muri e le strade bianche sono sempre pericolosi».
Si riparte con una cronometro di “soli” 28,6 chilometri: la tendenza sembra essere quella di diminuire sempre più i chilometri contro il tempo nei grandi Giri. «Sono sincero, le cronometro non mi fanno impazzire, anche se in Italia possiamo contare su grandi specialisti. Poi ormai i migliori uomini di classifica (Pogacar, Vingegaard ed Evenepoel ndr.) sono anche i migliori cronoman. Non c’è più quella differenza tra gli scalatori puri e i passisti che c’era un po’ di tempo fa».
La seconda settimana appare, sulla carta, molto più tranquilla rispetto al passato secondo Cassani. «Sì, spesso ritrovavamo specie nel weekend con la 14ª e 15ª tappa le salite delle Dolomiti. Stavolta hanno cercato di rendere più semplici le cose. Certo, c’è il Monte Grappa, ma è davvero lontano dal traguardo».
Tutto, dunque, si deciderà nell’ultima settimana. «Durissima. A memoria, una delle più impegnative delle ultime edizioni. Subito si apre con la salita di San Valentino, sopra Brentonico, che già può fare male a molti dopo il giorno di riposo. Neppure il tempo di riprendere fiato e il giorno dopo si affrontano Tonale e Mortirolo, anche se difficilmente qualcuno proverà qualcosa: il traguardo di Bormio non è dietro l’angolo. E poi le ultime due sulle Alpi. Champoluc con tre GPM di prima categoria e Sestriere con il Colle delle Finestre. Che dire? Ci sarà da divertirsi».
Vista l’assenza dei tre big, quale piega prenderà la corsa? «Visto il tracciato, mi aspetto un ingresso nella terza settimana con la classifica piuttosto corta. Ma tutto può succedere. Speriamo che il nostro Tiberi possa essere della partita…».














