La mamma di Michael Antonelli: «Mai neanche una telefonata dalla federazione»

Michael Antonelli correva per la Mastromarco, la squadra toscana che ha lanciato Vincenzo Nibali
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«Giustizia è stata fatta, il mio Michael non ha mai avuto colpe. Io volevo per Michael che venisse fuori questo, è dall’inizio che lo sostengo», ha detto Marina Mularoni, la madre del corridore sammarinese, uscendo dal tribunale di Pistoia dopo la condanna degli organizzatori della Firenze-Viareggio. «Nessuno mi restituirà mio figlio né cancellerà le sofferenze patite. Riascoltare in aula il suo calvario ha significato ripercorrerlo mille volte. La speranza è che nessun’altra famiglia debba più soffrire così ma metto in guardia: se capiterà qualcosa sarete abbandonati. Mai ricevuta una telefonata dalla Federazione ciclistica italiana».

Marina ha altri due figli: anche Mattia correva in bici e il giorno dell’incidente di Michael era caduto anche lui in un’altra corsa e si era rotto un braccio. Oggi ha cambiato sport, ha scelto il motocross, ma la mamma assicura che «nonostante la paura non gli negherò mai niente».

Michael correva per la Mastromarco. Aveva 18 anni il giorno della caduta, ne aveva appena compiuti 21 quando morì: il suo fisico debilitato non superò il covid. «Non c’è mai soddisfazione quando muore un ragazzo, dal dispositivo si comprende che è stata riconosciuta la colpa degli imputati escludendo che la causa dell’incidente possa essere stata la velocità dell’atleta in gara e le sue capacità di controllo del mezzo», ha detto l’avvocato Fiorenzo Alessi, che ha assistito la mamma di Michael.