Il ritorno dell’arrivo in salita di Superbagnères, in programma nella 12ª tappa del prossimo Tour de France, rievoca la bella impresa che ebbe come protagonista Imerio Massignan oltre sessant’anni fa. Quella di martedì 11 luglio 1961 fu una giornata trionfale per l’Italia del ciclismo, che non solo colse un brillante secondo posto con Guido Carlesi, ma vide anche la vittoria di Guido De Rosso, che tre ore prima dell’arrivo dei pro, s’impose nella 9ª tappa del Tour dell’Avenire e conquistò la maglia gialla avviandosi verso uno strepitoso successo finale. Quello del 2025 sarà il settimo arrivo di tappa nella storia del Tour de France ai 1800 metri della stazione sciistica che sovrasta Lourdes. I sei precedenti arrivi hanno sempre visto imporsi grandi scalatori: Imerio Massignan, Federico Martin Bahamontes (1962), José Manuel Fuente (1971), Bernard Hinault (1979), Greg Lemond (1986) e Robert Millar (1989)
Quella di Superbagnères era la penultima frazione pirenaica per un Tour che aveva già superato i Vosgi e le Alpi e aveva in Jacques Anquetil l’autentico padrone della corsa, maglia gialla già dalla seconda giornata di gara. Il più vicino al francese in classifica era lo spagnolo Manzaneque, staccato di 5’37”. Carlesi è terzo, Gaul accusa un distacco di oltre 6 minuti.
Tappone di 208 chilometri, con partenza da Tolosa, comprendente anche il Col des Ares ed il Col du Portillon. Andatura tranquilla e pochi tentativi di fuga, la battaglia si accende soltanto in vista dei due GPM intermedi tra gli scalatori in lotta per il GPM. Sul Col du Portillon si forma in testa un plotone di 25 unità, con tutti i migliori, che si sgrana solo poco prima della vetta, dove Massignan precede di pochi metri il tedesco Junkermann e lo scozzese Laidlaw.

All’imbocco della salita finale i migliori sono ancora tutti insieme. A metà ascesa si scatena un autentico tornado con pioggia, vento e grandine. Massignan vuol perdere l’occasione e allunga a più riprese. Ai meno 4 forza il ritmo. Se ne va. Gli resiste il solo Gaul. Le folate sono spaventose. Alla flamme rouge il veneto cerca di staccare anche il l’ultimo rivale. Ci riesce, guadagna una trentina di metri, ma il tenace lussemburghese rinviene. Massignan è incontenibile. Nuovo affondo ai 500 metri, questa volta Gaul desiste e viene ripreso in breve sia da Anquetil che da Carlesi.
È una grande giornata per il team italiano. Mentre infuria il nubifragio, Massignan va a vincere in solitaria e alle sue spalle Carlesi s’impegna per cogliere quel 2° posto che gli sfrutta un abbuono di 30” con il quale scavalca in classifica Manzaneque e s’insedia alle spalle di Anquetil, che è a sua volta 4°, in pieno controllo. Massignan risale al 5° posto della graduatoria.











