Elena Cecchini è arrivata 25ª e stanca alla fine della prova in linea delle Olimpiadi di Parigi. Nella sua voce si sentono l’amarezza per il risultato e la consapevolezza di aver dato il massimo.
«A parte quelle cinque o sei delle nazioni che non potevamo seguire, c’erano altre nazioni che pensavamo volessero fare la corsa e invece sono state ferme, come Australia e Francia. L’Olanda ha deciso di controllare: da una parte era un bene così la Van Dijk rimaneva fuori, dall’altra era un male perché rendevano dura la corsa a me e Silvia (Persico, ndr)».
La gara, secondo Cecchini, si è decisa al primo passaggio su Montmartre: «C’è stata una caduta ma io non me ne sono accorta perché ero abbastanza avanti. L’unico rammarico che ho è che se avessi saputo che eravamo in così poche sarei andata più forte al primo giro, anche se ero già “al gancio”, per aiutare di più Elisa (Longo Borghini, ndr). Alla fine ha vinto una che ha il vantaggio di non essere super conosciuta, quindi è perfetta per queste corse».
Elena dice che le sue Olimpiadi finiscono qui, anche se è dispiaciuta che non abbiano portato nessuna medaglia a casa. «Domani avrò un bel ricordo di queste Olimpiadi, tutte e quattro siamo arrivate ko perché abbiamo dato tutto».














