Giro Next Gen, D’Aiuto sempre all’attacco: «Ieri la corsa era troppo controllata, ma ovviamente ci riproverò»

D'Aiuto
Filippo D'Aiuto in una foto d'archivio al Giro della Liberazione
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Guardare l’ordine di arrivo di una gara senza averne visto le fasi salienti in immagini, non rende giustizia ai corridori. Questo è ancora più vero quando si parla di Filippo D’Aiuto. Vedere quanto si è posizionato in una corsa senza aver visto come l’ha corsa, non renderà mai giustizia al suo modo di interpretare il ciclismo.

Quando si pronostica chi può vincere una gara, fondamentalmente il nome di D’Aiuto potrebbe essere fatto sempre. Chiunque abbia guardato più di una corsa a cui il friulano ha partecipato, presto ha capito il suo schema. Quando parte la corsa, non va subito in fuga, si ritrova però presto nel gruppo dei battistrada e se il finale presenta uno strappo lui scatta, rimane solo, arriva vicino al traguardo e… viene ripreso. Ma che una volta riesca a portare le sue azioni fino alla vittoria è certo. E sarà un’emozione grandissima per lui poter dire di avercela finalmente fatta.

leri al Giro Next Gen, stesso schema di sempre. Gran parte della giornata in fuga, ripreso a pochi chilometri dalla linea d’arrivo sul traguardo di Borgomanero prima di imboccare il circuito finale da ripetere due volte. Appena è rientrato nella pancia del gruppo, si è sganciato in avanti un atleta della Lidl Trek che ha compiuto poco più di un giro in testa alla corsa. Nel momento in cui anche lui è stato ripreso, dal gruppo sono partiti due corridori.

Uno era Tommaso Dati (Biesse Carrera) e l’altro era un uomo vestito di verde, della General Store-Essegibi-F.lli Curia. Difficile credere che fosse D’Aiuto per chi non lo conosce, facile capire subito che era di nuovo lui per chi un po’ ha imparato a conoscerlo.

Sì, dopo un’intera giornata in fuga, ha resistito poco a non scattare nuovamente per riportarsi davanti in solitaria. Anche questa volta, il suo attacco non è andato a buon fine. Ma ripetiamo che con certezza questo accadrà presto, magari anche ad un’altra tappa del Giro Next Gen.

«Sono contento, finalmente ho trovato la gamba. I primi giorni ho fatto fatica, sapevo che sarebbe stato così ma onestamente non pensavo di farne così tanta. Ecco, sono contento di essermi ritrovato».

Una corsa nervosa e controllata quella di ieri. Lo ha detto anche Kajamini che a causa di questa specie di agitazione in gruppo è rimasto coinvolto in una caduta. «La gara era troppo controllata, io e un altro corridore siamo riusciti comunque a sganciarci dal gruppo ma è stata un’azione un po’ avventata. Le squadre non volevano far andare via nessuno. Ci ho riprovato con Dati sull’ultima salita ma ci hanno preso quasi all’ultimo chilometro. Se ci riproverò? Certo».