Giro Next Gen, Kajamini a terra: «Sapevo che poteva succedere, in gruppo c’era nervosismo»

Kajamini
Florian Kajamini dopo il traguardo di Borgomanero.
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Quando va a terra un corridore si teme sempre che si possa essere fatto male. Oggi è toccato a Florian Kajamini, al primo giorno con la maglia di miglior italiano. Al traguardo tutti si domandavano come stesse, mentre lui tranquillo si faceva medicare dallo staff della squadra. Per fortuna, solo un ginocchio sbucciato.

«Sono finito a terra in un mucchio di persone e biciclette, per fortuna niente di grave, solo qualche escoriazione. La bici si è incastrata in mezzo alle altre ma non ho avuto problemi meccanici, così dopo poco sono riuscito a ripartire accodandomi ai ragazzi della Tudor. Nespoli ci ha aspettato».

Con loro, Kajamini è riuscito a riportarsi sul primo gruppo giunto al traguardo di Borgomanero. «In una quindicina di chilometri siamo riusciti a rientrare, ci abbiamo messo tanto perché la Wanty si è messa davanti a tirare davvero forte rendendoci difficile il rientro in gruppo».

Una tappa insidiosa quella di oggi, non lo dice solo Kajamini ma lo confermano tanti altri corridori all’arrivo. «È stata una tappa molto nervosa, sapevo che sarebbe potuta succedere una caduta e purtroppo la sfortuna è da mettere in conto. Non possono andare bene tutte le giornate. Dopotutto poteva andarmi anche peggio e invece sto bene e non ho perso secondi. Spero che la frazione di domani sia più tranquilla».